Teggiano ha deciso, secoli fa, di non buttare via niente. Né chiese, né castelli, né storia. E oggi si presenta così: ordinata, compatta, elegantemente medievale e con una concentrazione di cose da vedere che mette quasi in difficoltà. Non a caso è conosciuta come la città delle 13 chiese. Qui, se sbagli strada, finisci comunque davanti a un edificio storico. Male che vada, una chiesa.
UN BORGO IN ALTO, SENZA DISTRAZIONI
Siamo nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, a più di 600 metri di altezza. Il centro storico è arroccato su un’altura, isolato il giusto, protetto dall’UNESCO e circondato dal paesaggio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Tradotto: panorama assicurato e poche distrazioni moderne.
IL CASTELLO CHE GUARDA TUTTO
A sorvegliare tutto dall’alto c’è il Castello Macchiaroli, costruito in epoca normanna dai Sanseverino. È grande, solido, e ha visto più assedi e congiure di una serie TV in costume. Oggi, però, ha cambiato tono: ospita eventi culturali e soprattutto la celebre rievocazione storica “Alla Tavola della Principessa Costanza”, che ad agosto trasforma il borgo in un Quattrocento diffuso, tra abiti d’epoca, cortei e banchetti dove nessuno mangia poco.
CHIESE, TANTE MA GIUSTE
Poi ci sono le chiese. Tante. Troppe? No, giuste. La Cattedrale di Santa Maria Maggiore è la più imponente: origini duecentesche, portali scolpiti, opere d’arte e un ambone del 1271 firmato da Melchiorre, tanto bello quanto simbolico. Intorno, Sant’Agostino, San Francesco, la SS. Pietà, San Michele e le altre completano il quadro. Qui la spiritualità ha avuto spazio. Molto spazio.
MUSEI E PAUSE NECESSARIE
Quando serve una pausa dalle navate, entrano in gioco i musei. Il Museo Diocesano, quello degli Usi e delle Tradizioni e il più curioso di tutti: il Museo delle Erbe. Una spezieria medievale ricostruita con precisione, tra piante officinali, semi antichi e rimedi naturali. Un posto che fa venir voglia di tornare a casa e curare tutto con una tisana. Forse.
UN’ABBONDANZA CHE NON STANCA
Teggiano è così: raccolta, piena, coerente. Un borgo che non ha bisogno di effetti speciali perché ha già accumulato abbastanza secoli per cavarsela da solo. Qui non si corre, non si salta nulla, e si finisce sempre per pensare che, in fondo, questa abbondanza di storia… non è affatto un problema.