Contro il rumore, il valore dell'Italia che lavora

VOCI DALLA TERRA - Immagine IA

SUONI INSPIEGABILI

Boati improvvisi, ronzii persistenti ed echi profondi attraversano territori e continenti. La scienza indaga, raccoglie dati e ipotesi, mentre testimoni e tradizioni tramandano storie che restano senza una spiegazione definitiva. Un viaggio tra fenomeni reali e misteri ancora aperti.

di Dalia Santi

Ci sono luoghi in cui il silenzio non è mai davvero tale, dove nelle notti più calme un rombo profondo, un colpo secco o un ronzio persistente, senza una fonte visibile, insinua un mistero che si intreccia con la vita quotidiana. In Italia, da secoli, alcune comunità convivono con suoni che sfidano ogni spiegazione. In Val Camonica, si racconta di un brontolio sotterraneo, simile a un tuono che si leva dalle viscere della montagna anche in assenza di temporali o frane, e che per molti ha il sapore di un mugghio antico, quasi un richiamo della terra stessa. Nei registri parrocchiali dell’Ottocento si trovano annotazioni di sacerdoti che descrivono mugghi lontani uditi da interi villaggi; gli anziani di oggi ricordano che, quando si sentiva il brontidio, si usava dire che «la montagna si sta girando nel sonno».

Secondo la comunità scientifica sono
• movimenti sotterranei di masse rocciose
• fenomeni sismici o pre-sismici
• fratture e collassi del ghiaccio
• attività vulcanica sottomarina
• interazioni tra magnetosfera terrestre ed eventi meteorologici estremi

Immagine IA

I boati del Lago di Garda

Sulle sponde del Garda, soprattutto nei primi anni 2000 ma anche in tempi più recenti, testimoni hanno udito boati improvvisi provenire dall’acqua, esplosioni secche spiegate ufficialmente come bolle di gas liberate dai fondali, ma mai registrate in modo completo. Un fenomeno che ricorda, in scala lacustre, i misteriosi guns di Seneca Lake, negli Stati Uniti, noti dal XIX secolo. Già nel 1787 il naturalista veronese Giovanni Battista Gazola scriveva di «colpi secchi, come spari» provenire dal lago. Alcuni pescatori contemporanei raccontano di aver visto l’acqua tremare per un istante subito dopo il boato, «come se qualcosa di grande si fosse mosso sott’acqua».

Il Pollino e i suoni prima dei terremoti

Il Pollino e i suoni
prima dei terremoti

Nel massiccio del Pollino, tra Calabria e Basilicata, rombi profondi si sono manifestati prima e durante sequenze sismiche, ma in certi casi senza che alcun terremoto seguisse, alimentando l’idea di un segnale geofisico precursore, ipotesi condivisa anche per suoni simili registrati in Giappone prima di eventi tellurici. Le cronache del 1854 parlano di «un vento sotterraneo» percepito per giorni prima di una grande scossa. Durante lo sciame sismico del 2010-2014, le segnalazioni furono talmente numerose che alcuni ricercatori portarono strumenti di registrazione in quota, senza però ottenere prove definitive.

I colpi del Trasimeno

In Umbria, a Tuoro sul Trasimeno, circolano ancora oggi racconti di colpi uditi nelle notti più silenziose, battiti secchi e isolati percepiti da più testimoni nello stesso momento, che la scienza fatica a inquadrare. Una breve nota del “Corriere dell’Umbria“, del 1968 parlava di un «fenomeno acustico inspiegabile» durante la festa patronale, quando decine di persone udirono tre colpi distinti provenire dal lago. Alcuni collegano questi suoni a leggende legate alla battaglia del Trasimeno del 217 a.C., come se fossero “rintocchi” di armi fantasma.

Un mistero che attraversa il mondo

Un mistero
che attraversa il mondo

Fenomeni radicati nel territorio e nella memoria orale, eppure parte di una mappa molto più ampia, perché il mistero dei suoni inspiegabili non conosce confini. Nel 1997, in pieno Pacifico meridionale, i sensori del NOAA hanno captato il Bloop, un segnale a bassissima frequenza così potente da essere rilevato a migliaia di chilometri. La spiegazione più accreditata parla di un iceberg in frantumazione, ma la suggestione di una creatura marina colossale rimane viva, alimentata dall’assenza di prove definitive.

 • Val Camonica (Lombardia) - “brontidi”, rombi sotterranei come tuoni senza tempesta
• Lago di Garda (Lombardia/Veneto) - boati secchi dall’acqua, simili ai “lake guns” americani
• Pollino (Calabria/Basilicata) - rombi profondi avvertiti prima di sequenze sismiche
• Trasimeno (Umbria) - colpi secchi uditi da più testimoni, legati a leggende storiche
• Supramonte (Sardegna) - tono basso continuo: tra spiegazioni geologiche e miti

Immagine IA

Il ronzio di Taos
e le trombe del cielo

In New Mexico, a Taos, dagli anni Novanta circa il 2% della popolazione percepisce un ronzio tra i 32 e 80 Hz, simile a un motore lontano. Il cosiddetto Taos Hum è stato oggetto di studi acustici e persino di un’inchiesta parlamentare, ma senza che fosse individuata una fonte. Dal 2011, in varie parti del globo, si segnalano anche gli Sky Trumpets, suoni metallici e penetranti registrati anche nel 2025 in Alaska, California e Arizona. In alcuni casi sono accompagnati da vibrazioni del terreno, in altri associati a fenomeni atmosferici estremi. Alcune registrazioni mostrano una somiglianza con i rumori captati nei venti solari dalla NASA, ipotesi che lega questi eventi alle interazioni tra magnetosfera e condizioni meteorologiche terrestri.

Il Taos Hum viene percepito solo da una piccola parte della popolazione e spesso non viene registrato dai normali microfoni: per questo alcuni ricercatori ipotizzano un’origine legata alla sensibilità dell’orecchio umano più che a una vera sorgente esterna.

Immagine IA

I canti nascosti dell’oceano e dello spazio

I canti nascosti
dell’oceano e dello spazio

Nel Pacifico, dal 1991 a oggi, continua a essere captato l’Upsweep, una sequenza di suoni in costante scalatache molti collegano all’attività vulcanica sottomarina, ma che nessuno ha mai localizzato con precisione. E perfino oltre l’atmosfera, nel febbraio 2025, i satelliti NASA hanno rilevato nella magnetosfera un cinguettio provocato da elettroni ad alta energia, un canto spaziale che sembra arrivare da un altro mondo e che, per le sue caratteristiche, non assomiglia a nulla registrato finora.

La geografia
dell’inspiegabile

Che si tratti di brontidii alpini, boati lacustri, ronzii desertici o canti cosmici, questi suoni sembrano appartenere a un’unica geografia dell’inspiegabile, una rete invisibile che attraversa culture e confini, legando scienza e leggenda. Forse sono frammenti di un linguaggio naturale che non sappiamo più decifrare, o semplici effetti di fenomeni fisici ancora poco studiati. Ma in ogni caso, ogni volta che un suono misterioso attraversa l’aria, ci ricorda che il mondo ha ancora molto da dire, anche quando credevamo di conoscerne ogni voce.

Condividi