Contro il rumore, il valore dell'Italia che lavora

Sotto il sole dell’estate. Strategie per una tintarella sicura.

(Barbara Carbone)

L’estate chiama e la voglia di sole e mare diventa irresistibile. Ma attenzione alla salute della nostra pelle. Il sole infatti, nonostante sia un alleato prezioso del nostro benessere in quanto stimola la produzione di vitamina D, riscalda le giornate e regala un immediato senso di buonumore, nasconde delle insidie. Un’esposizione spensierata e priva di cautele, secondo la comunità scientifica, può esporre adulti e bambini a seri rischi. I dati sulla salute della pelle raccontano una storia che troppo spesso si tende a sottovalutare. In Italia si registrano ogni anno oltre 12.000 nuovi casi di melanoma cutaneo, una neoplasia la cui incidenza è cresciuta di circa il 17% nell’ultimo decennio, diventando uno dei tumori più frequenti tra gli under 50. L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ricordano che circa l’86% dei melanomi è direttamente attribuibile a un’esposizione scorretta o eccessiva ai raggi ultravioletti. A questi si aggiungono i carcinomi basocellulari e squamocellulari che rappresentano circa l’80% di tutti i tumori cutanei. Se per gli adulti la cautela è una priorità per i bambini diventa un obbligo. La pelle dei più piccoli è strutturalmente più sottile e vulnerabile e le cellule in fase di crescita registrano ogni insulto subito dal DNA con un vero e proprio “effetto memoria”. La ricerca scientifica ha dimostrato che un singolo episodio di scottatura grave con formazione di vesciche durante l’infanzia o l’adolescenza può raddoppiare il rischio di sviluppare un melanoma in età adulta, mentre aver subito cinque o più scottature gravi prima dei vent’anni aumenta questo rischio di circa l’80%. Gestire il sole con i più piccoli richiede quindi strategie ben precise a seconda dell’età. Sotto i sei mesi di vita l’esposizione diretta va del tutto evitata. Dai sei mesi ai tre anni la protezione deve essere fisica e totale. Consigliato l’uso di cappellini, magliette anti-UV, occhiali e creme a schermo minerale sulle poche zone scoperte. Per i bambini in età scolare, invece, la regola aurea è l’uso di solari ad altissima protezione (SPF 50+) e ad ampio spettro contro raggi UVA e UVB da riapplicare ogni due ore e subito dopo ogni bagno anche se sulla confezione compare la dicitura “resistente all’acqua”. Godersi il mare e il sole in totale sicurezza non significa rinunciare al divertimento ma adottare poche e semplici abitudini quotidiane. «Il sole non deve essere un nemico ma un nostro alleato per vivere bene. La prima regola è evitare l’esposizione diretta durante le ore di picco, indicativamente tra le 11:00 e le 16:00 quando i raggi UVB sono più aggressivi- spiega il prof. Stephan Nisticò, direttore della Scuola di Dermatologia Sapienza Università di Roma-  È fondamentale scegliere un fattore di protezione adeguato al proprio fototipo (mai sotto SPF 30 per gli adulti e sempre SPF 50+ per i soggetti più chiari e i bambini) e applicarne la quantità corretta almeno venti minuti prima di uscire di casa. Non bisogna dimenticare le zone sensibili come gli occhi e le labbra proteggendoli rispettivamente con occhiali da sole certificati UV400 e stick protettivi dedicati». Ma l’estate, secondo Stephan Nisticò, può diventare un’ottima occasione per fare prevenzione attiva attraverso l’auto-osservazione dei nei. L’esperto suggerisce di imparare a conoscere la propria pelle e monitorare eventuali anomalie tramite la semplice regola dell’ABCDE — prestando attenzione ad Asimmetria, Bordi irregolari, Colore disomogeneo, Dimensioni superiori ai 6 millimetri ed Evoluzione nel tempo. Questa pratica permette di cogliere tempestivamente ogni cambiamento e di programmare con serenità una visita di controllo annuale dal dermatologo. Occhio infine alle fake news perché… la disinformazione, non va mai in vacanza. Negli ultimi tempi si sono diffusi sui social media trend pericolosi come il movimento no-sunscreen che mette in dubbio la sicurezza dei cosmetici solari promuovendo l’esposizione senza protezioni. Esperti dermatologi e ricercatori sono intervenuti per fare chiarezza. I solari commercializzati nell’Unione Europea sottostanno a controlli e test di tollerabilità estremamente rigidi. Il vero e dimostrato pericolo per la nostra salute non è il filtro solare ma il danno mutogeno che le radiazioni ultraviolette provocano direttamente sul DNA delle cellule non protette. Altro falso mito è che all’ombra o con il cielo nuvoloso non ci si scotti. In realtà, le nuvole sottili lasciano passare fino all’ottanta percento dei raggi UV e superfici come la sabbia o l’acqua riflettono e amplificano la radiazione in modo significativo. Allo stesso modo, è errato pensare che la crema solare impedisca di abbronzarsi. Il filtro infatti limita semplicemente i danni e rallenta il processo, regalandoci un’abbronzatura più omogenea, duratura e priva di antiestetiche spellature. Sconsigliate infine le lampade solari “preparatorie” che, in realtà, emettono prevalentemente UVA ad alta intensità (che invecchiano precocemente la pelle e aumentano i rischi tumori) senza preparare affatto la cute alle scottature da UVB in spiaggia. Insomma abbronzati si ma senza rischi.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *