Contro il rumore, il valore dell'Italia che lavora

PREVENZIONE IN ALTA QUOTA- Immagine IA

SFIDA LONGEVITÀ

DATI RECORD SULLA SPERANZA DI VITA, POPOLAZIONE SEMPRE PIÙ ANZIANA E PREVENZIONE AL CENTRO DEL DIBATTITO MENTRE CORTINA OSPITA LE OLIMPIADI INVERNALI.

di Annalisa Colavito

Più avanti andremo, più a lungo vivremo: la medicina della longevità, basata su un approccio predittivo, personalizzato e preventivo, promette di rallentare l’invecchiamento biologico grazie a metodi innovativi e scientificamente fondati. L’elevata aspettativa di vita, raggiunta anche grazie alla dieta mediterranea, rende l’Italia uno dei Paesi più longevi d’Europa. Con oltre 22mila ultracentenari e un incremento del 30% negli ultimi dieci anni, il nostro Paese registra numeri che segnano un primato demografico. La proporzione di circa 200 anziani ogni 100 giovani fotografa con chiarezza la situazione della popolazione italiana. La speranza di vita si attesta sugli 85,5 anni per le donne e sugli 81,4 per gli uomini, un massimo storico certificato dall’ISTAT. Gli over 65 rappresentano quasi il 24% della popolazione e l’indice di vecchiaia ha ormai superato quota 190 anziani ogni 100 giovani.

NON SOLO ANNI, MA SALUTE

Numeri che raccontano un primato, ma anche una trasformazione profonda della struttura sociale ed economica del Paese. L’Italia non è soltanto una nazione longeva: è una nazione che invecchia rapidamente. E la questione non riguarda solo quanti anni si vivono, ma in quali condizioni di salute. La differenza tra speranza di vita e speranza di vita in buona salute rimane infatti ampia. Le patologie croniche – cardiovascolari, metaboliche, oncologiche – continuano a rappresentare la quota maggiore del carico sanitario. In questo scenario, la prevenzione diventa una leva centrale non solo per il benessere individuale, ma per la sostenibilità complessiva del sistema.

CORTINA TRA SPORT E PREVENZIONE

Non è un caso che il tema dell’invecchiamento attivo e della prevenzione venga riportato al centro del dibattito proprio mentre l’Italia ospita le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, evento simbolicamente legato a sport, salute e stili di vita sani. In questo contesto, il 21 febbraio a Cortina d’Ampezzo si è svolto un confronto dedicato ai modelli di cura orientati alla longevità. Un riconoscimento dell’importanza della corretta attività fisica come principale strumento contro molte patologie il filo conduttore dell’incontro.

Ettore Sansavini, presidente del Gruppo GVM Care & Research, ha illustrato la visione del gruppo, orientata a un modello sanitario innovativo in Italia e all’estero; Lucia Magnani, ideatrice del metodo “Long Life Formula”, ha approfondito il tema dei processi ossidativi e della loro incidenza sull’equilibrio cellulare; Francesco Riva, presidente di Galeno – Cassa Mutua dei medici, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di inserire a livello legislativo un disegno di legge sugli stili di vita, proposto dal CNEL e dal suo presidente Renato Brunetta. Il focus è stato orientato sui modelli che studiano lo stress ossidativo e i processi cellulari legati all’invecchiamento, con l’obiettivo di intervenire attraverso protocolli personalizzati che integrino nutrizione, attività fisica e medicina specialistica. Un approccio che si inserisce nel più ampio filone della cosiddetta medicina delle “4P”: predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa.

IL NODO PUBBLICO-PRIVATO

Tra i soggetti coinvolti nel confronto figurano realtà mutualistiche e gruppi sanitari che stanno investendo nella ricerca sulla longevità, in dialogo con le strutture territoriali. La sfida, oggi, è capire se e come i modelli di prevenzione avanzata possano integrarsi senza sostituire il ruolo pubblico, contribuendo a ridurre l’impatto delle patologie croniche. Proprio nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato la struttura ospedaliera di Cortina, storicamente legata all’Istituto Codivilla, punto di riferimento nella traumatologia alpina. Una presenza istituzionale che richiama l’attenzione sul ruolo strategico della sanità nei territori di montagna, soprattutto in un momento in cui il Paese è sotto i riflettori internazionali. 

LA SFIDA DEI PROSSIMI ANNI

Nel corso dell’incontro è stata inoltre avanzata la proposta di istituire, attraverso il gruppo guidato dal dottor Sansavini, un centro di formazione universitaria sulla medicina sportiva a Cortina presso le strutture Codivilla–Putti, prendendo spunto dalla recente istituzione di un corso di laurea in Medicina e Chirurgia con l’Università Europea di Roma (UER) attraverso il Gruppo GVM. La proposta ha trovato ampia condivisione tra i partecipanti, tra cui medici sportivi di rilievo internazionale, ed è stata annunciata la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato, con Cassa Galeno impegnata a livello nazionale. Il confronto ha riguardato anche un progetto scientifico dedicato allo studio dell’invecchiamento cellulare e alle possibili strategie di intervento legate alla correzione degli stili di vita. L’analisi dello stress ossidativo e la costruzione di protocolli personalizzati che integrano nutrizione, attività fisica e medicina specialistica sono stati indicati tra gli strumenti centrali della discussione. L’obiettivo dichiarato non è stato la promozione di un singolo modello, ma l’apertura di una riflessione su come ridurre l’incidenza delle patologie legate a comportamenti non corretti, rafforzare l’educazione sanitaria e promuovere una cultura della prevenzione coerente con le trasformazioni demografiche in atto. Se l’aumento dell’aspettativa di vita è ormai un dato acquisito, la vera questione resta trasformare gli anni in più in anni vissuti in salute.

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