Lo sport è benessere, forza e resilienza. Ma non solo. Può diventare uno scudo concreto contro la violenza sulle donne intervenendo prima che diventi emergenza e si trasformi in cronaca. Un vero presidio di libertà. Nasce da questa visione e a pochi giorni dalla Giornata internazionale della donna “Sana e Salva – Quando lo Sport salva la vita”, l’iniziativa promossa dal vice capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, on. le Marco Scurria, oggi nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato intitolata a Giovanni Spadolini. Non solo un incontro ma l’avvio di un percorso nazionale che segna un vero cambio di paradigma trasformando lo sport in strumento di prevenzione primaria della violenza di genere.
Le radici della violenza sulle donne affondano nella cultura, nei legami fragili e nelle difficoltà personali. Si nutre di isolamento, di dipendenza emotiva e della mancanza di strumenti per difendersi. Intervenire prima significa rafforzare autonomia, autostima e resilienza femminile. Le evidenze scientifiche internazionali lo confermano. Dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità agli studi pubblicati sul BMJ, emerge che l’attività fisica regolare riduce ansia e depressione del 25–30%, condizioni spesso associate a vulnerabilità psicologica e sociale. L’attività fisica contribuisce a rafforzare la percezione di sicurezza personale, l’autoefficacia e la determinazione, elementi fondamentali nella prevenzione.
Ecco allora che lo sport può divenire valido strumento di costruzione di sicurezza personale e capacità di reagire agli urti della vita. Lo spazio in cui si impara a cadere e a rialzarsi. E, in chiave preventiva, questo può fare la differenza.
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare ufficialmente la Consulta Nazionale di MSP Italia, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI e dal Ministero dell’Interno, attivo da oltre cinquant’anni con più di un milione di tesserati e cinquemila associazioni affiliate. La Consulta, presieduta dallo stesso senatore Marco Scurria, nasce come organismo permanente di indirizzo strategico per tradurre i valori dello sport in azioni concrete a tutela della persona.
La mission è costruire una rete stabile che colleghi istituzioni, centri antiviolenza, associazioni sportive e terzo settore. Un’alleanza capace di trasformare palestre, società sportive e luoghi di aggregazione in presìdi territoriali di ascolto, protezione e orientamento. Una comunità che protegge tutte le donne dalla violenza.
Accanto alla dimensione sociale emerge poi quella sanitaria. Secondo i dati del National Institutes of Health e del National Cancer Institute, le donne fisicamente attive registrano una riduzione della mortalità totale tra il 20% e il 30% e un calo del rischio di tumore al seno tra il 12% e il 21%, sia prima che dopo la menopausa. Lo sport si rivela così una leva potente capace di proteggere il corpo, la mente e sostenere l’autonomia. Un reale investimento in salute pubblica e libertà individuale.
Simbolo dell’iniziativa sarà l’Ombrello Rosa, distribuito su tutto il territorio nazionale – scuole, palestre, piazze, ospedali, teatri – come segno visibile di protezione e vicinanza. Su ogni ombrello saranno riportati contatti SOS e messaggi di supporto, perché chiedere possa essere semplice e immediato per tutte le donne. Un gesto concreto che unisce prevenzione, informazione e rete territoriale.
Partner del progetto Salute Plus APS, realtà impegnata nella prevenzione socio-sanitaria e nel supporto psicologico e legale gratuito alle donne in difficoltà.
A rafforzare l’iniziativa, la presenza di esponenti delle massime cariche dello Stato. Tra loro il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, i senatori Lucio Malan, Adriano Galliani ed Elena Murelli e il presidente del CONI Luciano Bonfiglio. Un segnale chiaro che il tema, nell’agenda pubblica, è centrale. Nel corso dei lavori sono intervenuti Gian Francesco Lupattelli, presidente Nazionale MSP Italia; Cristina De Simone, responsabile del progetto “Sana e Salva – Quando lo Sport salva la vita”; il neurologo Fabrizio Di Stani; Arianna Tarquini, presidente di Salute Plus APS; Silvana De Antoniis, responsabile del Supporto Psicologico di Salute Plus APS; Federico Iadicicco, presidente ANPIT; Alessandra Caligaris, segretario nazionale MSP Italia; Barbara Eboli, responsabile Crowdfunding del progetto; Flavia Topani di TCS Onlus; l’avvocato Elisabetta Aldovrandi; Francesca Alicata, membro della Consulta e Azar Karimi, portavoce dell’Associazione Giovani Iraniani in Italia. A moderare l’incontro è stata la giornalista e conduttrice televisiva Valeria Ciardello.
A ridosso dell’8 marzo il messaggio è semplice e rivoluzionario: NON ASPETTARE CHE ACCADA. Sana e Salva sceglie di intervenire prima dell’emergenza investendo nella consapevolezza come prima forma di protezione. Perché ogni donna più sicura è una donna più libera.