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IL CORAGGIO DI FERMARSI E ASCOLTARE SE STESSI - Immagine IA

SAN VALENTINO INTELLIGENTE

Non una fuga romantica né un regalo obbligato, ma una scelta radicale: trasformare la festa degli innamorati in un esercizio di amor proprio, lontano dal marketing e vicino alla consapevolezza.

di Paola Picilli

Il tripudio di cuori e cioccolato nel mese di febbraio è sicuramente rassicurante. Impossibile fare finta di nulla: anche un cuore lacerato è costretto a farci i conti. Nulla di disdicevole se anche quest’anno l’industria del cioccolato riceverà l’abbrivio solito, se i ristoranti – dagli stellati alle pizzerie – riserveranno tavoli per due con luci soffuse, se i resort proporranno pacchetti a tema, se assisteremo a giochi funamboleschi per accontentare amati e amanti. Ma c’è di più. Nel 2026 San Valentino diventa una vera occasione da sfruttare al meglio: può essere una miccia fondamentale per celebrare l’amore verso se stessi.

BUSINESS E SILENZIO

Il marketing ci pungola spesso nel ricordare di fare attenzione alla dieta: ci vuole un “fisico bestiale” e ormai un personal trainer, in presenza oppure online, non si nega a nessuno. C’è però una parte del marketing ancora molto inesplorata e silente. Mai uno spot, una festa, una campagna di sensibilizzazione dedicata all’amor proprio. Eppure, riflettendoci, basterebbe ritornare alla saggezza del Cristianesimo che lo ha detto facile: “ama il prossimo tuo come te stesso”; non ha detto amati di più, ma neanche di meno.

UN AMORE ANTIECONOMICO?

C’è da temere che questo amarsi sia però antieconomico. Chi si ama cura il suo corpo, zero dietologi e punture dimagranti. Chi si ama dedica tempo ad allenarsi nei parchi, zero palestre e personal. Chi si ama è naturalmente psicologo di se stesso, perché si ascolta. Chi si ama apprezza le proprie imperfezioni, rughe comprese, zero botox e compagnia cantando. Chi si ama nutre lo spirito, legge, studia e si informa a discapito della réclame e di TikTok. Chi ama se stesso non ha bisogno di sostanze di compensazione che spaziano dagli psicofarmaci alla cocaina.

AMARE SENZA USARE

Chi ama sé stesso è capace di amare l’altro senza usarlo come sgabello per quelle frustrazioni che talvolta armano una mano, nel senso letterario del termine. Se ognuno si amasse abbastanza, senza picchi narcisistici, inizierebbero a scricchiolare diverse categorie… dall’avvocato al mercato della guerra – senza provocazione alcuna – sarebbe pensabile l’armonia. Non è una visione buonistica: è una visione intelligente del concetto di amore.

LA COPPIA INSOSTITUIBILE

Del resto, è abbastanza ovvia la certezza che io e me siamo l’unica coppia inscindibile, quella che è prima e sarà oltre. Allora, per metabolizzare appieno questo concetto, potremmo rileggere San Valentino e il suo battage pubblicitario e utilizzarlo a nostro uso e consumo.

UNA FESTA RIVISTA

Sarebbe davvero semplice regalarci del tempo per guardarci dentro, spegnere il telefono anche solo per un paio d’ore e dedicarle al sentire muto, al suono bianco e ristrutturante che sappiamo produrre quando ci mettiamo in ascolto dell’io. Basterebbe – senza avere un guru o un mental coach – fare ordine tra priorità e cose rinunciabili, coccolarci un po’ come faremmo con il fidanzato di turno e, perché no, concederci anche un bel regalo senza il rischio di dover far finta che ci piaccia e poi il disturbo di doverlo rivendere su “Vinted” il 15 febbraio.

Allora sì che sarebbe un buon San Valentino per tutti, single o accoppiati.

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