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RIVE GAUCHE JAZZ FESTIVAL NEL QUARIERE FLAMINIO

Elisa Simonelli

 

IL RISTORANTE ETABLINO E IL MUNICIPIO II ANIMANO PIAZZA PERIN DEL VAGA

Una rassegna di artisti iniziata la sera di venerdì 19 giugno in Piazza Perin del Vaga, quartiere Flaminio, Roma, con il concerto del Ross Quintet che rappresenta una delle realtà emergenti più interessanti del panorama jazz italiano – formazione guidata dal chitarrista e compositore Rosario Moricca e composta da Igor Senderov al sax, Marco Palmisano al pianoforte, Emanuele Macculi al basso e Daniel Besthorn alla batteria-  cui è succeduto il sabato l’Antonio Floris Quartet – composto da Antonio Floris alla chitarra, Vittorio Solimene al pianoforte, Gabriele Pagliano al contrabbasso e Cesare Mangiocavallo alla batteria. Un vero e proprio festival del Jazz che si è concluso ieri con il gran finale del pianista e compositore cubano Ernesto Oliva, artista pluripremiato e protagonista di una intensa attività concertistica internazionale.

Circa 4 mila spettatori in tre serate si sono seduti sulle sedie in piazza, ma non bastavano, altri hanno scelto le panchine o si sono portati la sedia da casa. Alcuni in piedi, ma tutti sono rimasti immobili a seguire le esibizioni dall’inizio alla fine. Pensata e ideata dal ristorante Etablino che domina la piazza, l’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo del Municipio II di Roma, dalla Maison Rive Gauche e dall’ Istituzione Universitaria Concerti (IUC).

«Quando ho preso il ristorante» racconta Ninni Aureli, uno dei fondatori dell’Etablino “il primo pensiero è stato: in questa piazza meravigliosa bisogna organizzare un Festival del jazz! Ero stato ispirato dai Festival bellissimi che avevo avuto la fortuna di vedere, come quello canadese”.

 

Questo quando avveniva?

«Era il 2022, ed eccoci qui».

Soddisfatto?

«Assolutamente sì. Non potevamo immaginarci un esordio migliore. Uno degli aspetti più significativi è l’integrazione che si è sviluppata tra la comunità dei residenti e coloro che provenivano da altre zone di Roma limitrofe. C’è stato anche qualche artista che ha portato in piazza i propri quadri per esporli, il jazz, come del resto fa spesso la musica, è diventato veicolo di scambio e unione oltre che ispirazione per l’arte».

Un’atmosfera gioiosa in cui c’è stato anche chi non era previsto nel programma, ma trovandosi lì, è salito sul palco e si è esibito. Si tratta di Fabio Zebetella, noto chitarrista jazz che nell’ambito del concerto del sabato, si è lasciato andare in una jam session molto coinvolgente con il quartetto che si stava esibendo.

È già prevista un’altra edizione per il prossimo anno?

«Al momento no, ma ci stiamo lavorando. Speriamo di poter espandere il Festival anche ad altre piazze o ad altri luoghi del quartiere, come ad esempio il Ponte della Musica che sarebbe una location magica per ascoltare musica jazz».

Se lo augurano in molti che, durante la serata di ieri, esprimevano fra loro un grande entusiasmo verso questa nuova e vitale iniziativa.

 

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