Accanto alla tradizione, però, le abitudini evolvono. Capsule e cialde restano molto diffuse, la moka mostra segnali di ripresa dopo anni di calo e le macchine automatiche continuano a crescere. Segni di un Paese che cambia, ma senza rinunciare a un rito che resiste al tempo.
Conoscere la filiera
Se il consumo è così radicato, la conoscenza della filiera lo è molto meno. Un’indagine condotta da AstraRicerche per il Comitato Italiano del Caffè rivela che oltre la metà degli italiani crede che il caffè venga coltivato anche nel nostro Paese. Un dato emblematico, che mostra quanto questa bevanda sia percepita come “nostra” dal punto di vista culturale, pur avendo origini lontane. Non tutti sanno che i chicchi prima della tostatura sono verdi, che nascono all’interno di un frutto o che esistono varietà diverse, ciascuna con caratteristiche specifiche.
Il ruolo della torrefazione
Il viaggio del caffè inizia, infatti, nei grandi Paesi produttori e si completa in Europa, in particolare in Italia, dove entra in gioco un sapere fatto di esperienza, selezione e precisione. La torrefazione rappresenta il momento chiave della trasformazione: è qui che il chicco sviluppa aromi, corpo e identità. Una fase cruciale che incide profondamente sul profilo sensoriale del caffè e ne determina la qualità finale, dando vita a uno stile riconosciuto e apprezzato nel mondo.
Mercato e sfide
Negli ultimi anni il settore ha dovuto affrontare sfide importanti. Secondo le prime stime Unionfood, nel 2025 il mercato retail del caffè torrefatto in Italia mostra una sostanziale stabilità, nonostante un contesto complesso, segnato da forti aumenti dei costi della materia prima, dell’energia e della logistica. Il segmento principale resta quello del caffè macinato – per moka, capsule e cialde – che rappresenta oltre l’85% delle vendite.
I prezzi della materia prima
«Tra il 2023 e il 2024, il prezzo del caffè verde ha registrato incrementi eccezionali, con aumenti fino al +190% per la Robusta e oltre il +260% per l’Arabica», spiega Mario Piccialuti, Direttore di Unione Italiana Food. «Nel 2025 i prezzi si sono stabilizzati, pur restando su livelli elevati. Grazie all’impegno dell’intera filiera, l’impatto sul consumatore finale è stato contenuto in una variazione media intorno al +17 %».
Raccontare il caffè
In questo contesto cresce l’esigenza di raccontare il caffè in modo più consapevole, andando oltre il semplice gesto del consumo. Promuovere una maggiore conoscenza delle origini, dei processi e del valore culturale di questa bevanda significa rafforzarne l’apprezzamento e preservarne l’identità. È anche su questo terreno che opera il Comitato Italiano del Caffè che rappresenta le principali aziende di torrefazione italiane e le imprese dei servizi collegati e opera per tutelare, valorizzare e promuovere la cultura, l’immagine e la qualità del caffè italiano, dialogando con le istituzioni nazionali, europee e internazionali e con l’intera filiera.
L’essenza dell’espresso
Al centro di questo racconto resta l’espresso, simbolo per eccellenza del caffè italiano: un rito semplice e quotidiano che racchiude una storia fatta di competenze, passione e tradizione. Comprenderlo meglio significa assaporarlo davvero, tazzina dopo tazzina.