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All’Olimpico Il Grido D’allarme Sulla Violenza Di Genere. Roccella: ‘Non Possiamo Permetterci Silenzi’

Allo Stadio Olimpico di Roma, davanti a una platea composta da istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo sportivo, il convegno “Responsabilità e Futuro” si è aperto con il videomessaggio del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella che ha richiamato con fermezza l’urgenza di un impegno collettivo contro la violenza sulle donne. “La violenza contro le donne è una ferita aperta della nostra società. Non possiamo permetterci silenzi, né zone d’ombra” ha dichiarato il ministro indicando la necessità di un’azione coordinata che coinvolga istituzioni, famiglie, scuole e mondo dello sport. Le sue parole hanno segnato l’avvio di una giornata di confronto serrato in cui la S.S. Lazio ha riunito voci autorevoli per analizzare, raccontare e affrontare un fenomeno che continua a segnare la cronaca e la vita di migliaia di donne. È stata poi l’organizzatrice dell’evento, Cristina Mezzaroma, a richiamare l’importanza di mantenere vivo il dibattito pubblico su un tema che continua a colpire profondamente la vita di molte famiglie sottolineando come solo una discussione costante e consapevole possa generare un reale cambiamento culturale. «Comprendere cosa resta dopo la violenza – ha affermato Mezzaroma – è il punto da cui partire per costruire una società più consapevole. Lo sport deve essere un veicolo di valori, un luogo dove educare al rispetto e alla responsabilità». Mezzaroma ha poi ribadito il ruolo sociale delle società sportive chiamate non solo a formare atleti ma a contribuire alla crescita civile del Paese.

Tra gli interventi istituzionali anche quello del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca che ha riconosciuto il valore dell’iniziativa e l’impegno della società biancoceleste. “La Società Sportiva Lazio svolge un ruolo prezioso nel dare voce a temi di grande rilevanza sociale. La lotta alla violenza di genere richiede un impegno costante e trasversale” ha detto Rocca. Un riconoscimento che ha rafforzato il senso di responsabilità condivisa tra istituzioni e realtà del territorio. È poi intervenuto il presidente della Lazio, Claudio Lotito che, dopo il saluto del sindaco Roberto Gualtieri, ha confermato la volontà della società di continuare a sostenere progetti di sensibilizzazione e prevenzione. Il convegno è quindi entrato nel vivo con tre panel tematici che hanno affrontato la violenza di genere da prospettive diverse ma complementari. Nel primo, dedicato a come conoscere e riconoscere la violenza e valutarne il rischio, sono intervenuti la psicologa Annamaria Giannini, l’Ispettrice Regionale del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Raffaella Vannuccini, l’onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, la scrittrice Barbara Alberti, la presidente dell’associazione “Differenza Donna” Elisa Ercoli, la dirigente della Polizia Postale Alessandra Belardini e l’avvocato Giulia Sarnari. Un confronto serrato che ha messo in luce dinamiche, segnali e criteri di valutazione del rischio, offrendo strumenti concreti per riconoscere la violenza prima che degeneri. Al centro del secondo panel il tema dell’intercettazione della violenza e della protezione della vittima con contributi del magistrato Valerio De Gioia, consulente della Commissione parlamentare sul femminicidio, del comandante del Reparto Analisi Criminologiche del RaCIS Anna Bonifazi, degli avvocati Massimiliano Santaiti e Nicodemo Gentile, della criminologa Flaminia Bolzan e la testimonianza intensa di Linda Moberg, sopravvissuta alla violenza domestica. Le loro analisi hanno evidenziato la necessità di un sistema di intervento rapido e capace di ascoltare le vittime senza pregiudizi né ritardi.

Nell’ultimo panel è stata invece posta l’attenzione su una delle conseguenze più devastanti e spesso meno raccontate della violenza di genere: i figli rimasti orfani a causa dei femminicidi. Sono intervenuti l’avvocato Patrizia Schiarizza, presidente dell’associazione “Il Giardino Segreto”, il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, la responsabile sostenibilità del Comitato italiano per l’Unicef Chiara Ricci, la neuropsichiatra Cristiana Alessia Guido e il prefetto Giuseppe Castaldo. Le testimonianze di Cinzia Serena e Vera Squatrito hanno restituito con forza la dimensione più dolorosa di questa tragedia, ricordando che la violenza non colpisce mai una sola persona ma intere famiglie e comunità. L’iniziativa della S.S. Lazio ha confermato quanto la lotta alla violenza di genere richieda un impegno corale, capace di mettere in rete istituzioni, società civile e mondo dello sport. Un fronte comune che il messaggio della ministra Roccella ha riportato al centro del dibattito, ricordando che la prevenzione non è un gesto isolato ma un percorso continuo. E se il convegno ha mostrato la complessità del fenomeno, ha anche ribadito una certezza: contrastare la violenza sulle donne non è solo un dovere morale, ma una responsabilità pubblica che chiama tutti, senza eccezioni.

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