Dal 2008 al 2024, il tasso di occupazione femminile è cresciuto di 6,4 punti percentuali: un segnale positivo che però cela squilibri profondi. A trainare l’aumento sono state soprattutto le over 50 (+20 punti), mentre le giovani 25-34 anni segnano appena +1,4 punti. Proprio nella fascia in cui si investe in formazione e si costruiscono famiglie, il lavoro resta un miraggio per troppe. Nonostante i progressi, l’Italia resta fanalino di coda in Europa: occupazione femminile inferiore di 12,6 punti alla media UE, con un divario di genere di 17,4 punti (quasi il doppio della media europea, 9,1). Nessuna regione del Sud ha raggiunto l’obiettivo del 60% fissato dalla Strategia di Lisbona: essere donna e vivere al Sud significa, troppo spesso, partire in svantaggio.