MODERNITÀ PERDUTA
Una comunità fondata nel Settecento anticipa parità di genere, welfare, istruzione e dignità del lavoro. Rileggere oggi il Codice di San Leucio significa interrogarsi su ciò che abbiamo smarrito lungo il cammino della modernità.
C’era una volta un sovrano illuminato che tra i suoi tanti possedimenti iniziò a curare particolarmente la sua tenuta di caccia, dove volle costruire una residenza aggiuntiva alla sua Reggia; ma il dolore per la perdita improvvisa del suo primogenito lo distolse da questo desiderio. Non è una favola ma è la realtà dalla quale nacque, nel 1776, la Colonia di San Leucio per volere di Ferdinando IV di Borbone. Un topos, una Città del Sole – in ogni senso – normata magistralmente dal Codice delle Leggi.
l'esperimento che funziona
Rileggere nel 2026 il Codice leuciano ci fa sentire piccoli e involuti: la sua parità di genere (reale) in termini di istruzione, salariale, nelle mansioni lavorative e amministrative ci insegna che troppo poco abbiamo saputo fare.
Accade così che un esperimento sociale dove le donne gestiscono insieme – e non al posto degli uomini – la produzione delle pregiate sete, l’amministrazione, la famiglia e l’istruzione genera una storia di successo nazionale ed internazionale.
Lavoro, scuola, dignità
Le sete di San Leucio, quelle che scintillano nella Sala Ovale, quelle che dominano Buckingham Palace, quelle del divanetto di mia nonna del 1911 raccontano una storia di modernità e progresso per la quale non abbiamo saputo scrivere un degno finale. San Leucio parte con 214 individui, padri e madri, che ricevono una paga di 12 carlini al giorno mentre i loro figli vanno a scuola. Questi genitori ai telai di legno tessono la storia del buon governo che si basa su una pietra miliare del cristianesimo: “Amar il prossimo suo come sé medesimo”. Detto così pare assai banale ma basta poi seguire le notizie del giorno per capirne la straordinaria forza rivoluzionaria.
Merito, uguaglianza, libertà
E anche davanti ad un principio da “donnetta vanitosa” – il divieto di lusso e l’uguaglianza nel vestire – l’illuminato Ferdinando riesce a convincermi affermando che “il solo merito forma distinzione tra gli individui di San Leucio”. Ancora una volta, nonostante la secolarizzazione, un dettame di 250 anni fa mi ammutolisce, mi fa riflettere e si scontra con l’assoluta modernità delle regole matrimoniali: “nella scelta non si mischino punto i Genitori (…) ma sia libera de’ giovini”. A ciò si aggiunge l’abolizione della dote, l’educazione condivisa dei figli, il dovere scolastico dai sei anni, le leggi di successione, la Cassa degli Orfani. Incredibilmente moderno, incredibilmente rivoluzionario eppure semplice.
Genitori, maestri, anziani
Tra queste poche e snelle leggi svetta l’obbligo filiale: il rispetto verso i genitori e verso gli insegnanti, a loro paragonati: “i Maestri equivagliano a’ Genitori. Se i Genitori danno la vita, i Maestri danno la maniera di sostenerla”. Così anche per gli Anziani, ai quali è richiesto in cambio il buon esempio: sobrietà, laboriosità, prudenza, modestia. Ma il vero coup de théâtre è il paragrafo XI: De Beneficati. Sulla sindrome del beneficiato si sono spesi fiumi di inchiostro, ma Re Ferdinando IV si raccomanda semplicemente così: “Rispettate chi vi benefica (…) non l’inducete mai a pentirsi di tutto quello che vi fa”.
Un manuale di civiltà
Sistema sanitario con vaccinazione contro il vaiolo per tutti, cassa di carità per gli Artisti, esequie semplici e sobrie, amore verso la Patria da difendere con la roba e col sangue fanno di questo libercolo un manuale di civiltà e modernità straordinario. Davanti a queste pagine non si può non fermarsi a riflettere e chiedersi cosa non sia ancora chiaro e perché non abbiamo saputo mettere al centro la storia, unica verità inconfutabile. Rigiro tra le mani lo statuto leuciano, ristampato da un mecenate illuminato attraverso la Fondazione Orizzonti, e decido di scendere in cantina per portare a restaurare il divanetto di mia nonna, dall’esile struttura di legno abbellito dalle sete di San Leucio, perché oggi so davvero che è un vessillo di moderna libertà.