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LA FACCIATA ILLUMINATA DEL TEATRO ARISTON ALLA VIGILIA DELLA 76ESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA

LE DONNE DI SANREMO

Tra veterane, nuove voci e presenze diffuse dentro e fuori dal palco, la 76ª edizione del Festival si gioca soprattutto sul fronte femminile: linguaggi e posture artistiche eterogenei in una gara che può riservare un esito inatteso.

di Nadia Alese

Si riaccende domani il rito collettivo per eccellenza della televisione italiana. Il Festival di Sanremo, infatti, torna al Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio, per una scintillante 76esima edizione, sempre guidata da Carlo Conti. Al suo fianco, per tutte e cinque le serate, Laura Pausini, che già nella conferenza stampa della vigilia, fissa una linea quasi programmatica: «Spero tantissimo che dal Festival quest’anno emerga una donna». Una dichiarazione che ci fa ben sperare, anche perché, se c’è un punto in cui Sanremo si gioca davvero la sua partita, quest’anno, non è tanto sul fronte delle polemiche, che ancora non ci sono state, o dei gossip, ma proprio su quello della gara, mai come in questa edizione apertissima. Il fronte femminile, a questo giro, oltretutto, è particolarmente interessante, per le differenze di linguaggio, di età e di postura artistica.

LE CONFERME

Da un lato le “conferme”, figure che a Sanremo hanno già dettato una grammatica riconoscibile: anzitutto Arisa, in gara con “Magica Favola”, una veterana che sul palco dell’Ariston è stata anche conduttrice, poi Malika Ayane, una delle artiste italiane che più incarna l’idea di stile, che ci propone “Animali Notturni”. E Levante, che, invece, rappresenta l’anima più autoriale. La cantante ha già dichiarato che qualora dovesse vincere con “Sei tu”, non parteciperà all’Eurovision, prendendo, unica del gruppo, una chiara posizione politica in merito. Patty Pravo, poi, con “Opera”, non è semplicemente una veterana, ma un caso a parte. Ogni sua apparizione, infatti, è ormai un gesto di continuità con una carriera che ha attraversato epoche, modi espressivi e trasformazioni. E proprio per questo, la curiosità sulla sua esibizione è più che mai altissima.

NUOVE ENERGIE

Accanto alle storiche poi, una sorta di zona intermedia, forse la più interessante, con Ditonellapiaga, già passata all’Ariston in coppia con Rettore, che torna con un titolo, “Che fastidio”, che già di per sé è tutto un programma, Mara Sattei, capace finora di passare con scioltezza dai tormentoni estivi alle interpretazioni più intimiste, che ci proporrà “Le cose che non sai di me”, e Serena Brancale, che, tornando in una veste inedita, con un brano, “Qui con me”, dedicato alla madre che non c’è più, promette un’esibizione completamente diversa da quelle con cui l’abbiamo conosciuta. Le Bambole di Pezza, infine, portano un’energia del tutto nuova e a sé nella città dei fiori, quella di gruppo anzitutto, dal sapore però decisamente punk.

PRESENZE DIFFUSE

Oltre alle cantanti in gara, ci sarà, comunque, sul palco, anche una consistente costellazione di presenze femminili, distribuite lungo tutta la settimana. A partire dalla modella Irina Shayk, bellissima protagonista delle passerelle e dei red carpets più prestigiosi, poi il ritorno di Bianca Balti, nella quarta serata, che certamente offrirà il perfetto connubio tra glamour e simpatia, come è nel suo stile, fino alla co-conduzione di Pilar Fogliati nella terza, per aggiungere un tocco cinematografico e comico al già ricchissimo parterre. A tutto questo si aggiunge anche il racconto quotidiano del Prima Festival, affidato ad un trio tutto in rosa, quello composto da Ema Stokholma, Manola Moslehi e Carolina Rey. Presenze diffuse, quasi capillari, che ci restituiscono l’immagine di un Festival dove le donne presidiano tutti i livelli del racconto, dalla scena al backstage televisivo.

IL MICROCOSMO

Fuori dall’Ariston, intanto, si muove già da giorni tutto il corpo del Festival. Sanremo in questo periodo è un organismo a parte, sospeso tra mondanità e logistica impazzita. Hotel pieni, auto blu, troupe ovunque, file nei bar a tutte le ore e discussioni infinite su chi “funzionerà”. È un microcosmo in cui convivono addetti ai lavori, turisti curiosi e una fauna televisiva che trova qui il suo habitat naturale. Oltre al sistema parallelo degli eventi, dal palco in Piazza Colombo alla nave al largo, che quest’anno ospiterà stabilmente Max Pezzali, oltre agli ospiti che si alterneranno per tutte le serate. La presenza di Alicia Keys, accanto a nomi come Tiziano Ferro e Andrea Bocelli, restituisce bene, inoltre, l’idea di un festival che continua ad oscillare in un equilibrio perfetto tra dimensione nazionale ed ambizione globale.

TUTTO È POSSIBILE

Se in tutto questo, davvero, come auspica Laura Pausini, dal Festival dovrà emergere una donna, non sarà, però, necessariamente, a mio avviso, quella più attesa o riconoscibile, ma potrebbe essere invece quella capace di forzare il perimetro, perché Sanremo, alla fine, premia spesso ciò che è inevitabile solo dopo che è successo. E il femminile, quando funziona davvero su quel palco, non è mai prevedibile, è un corto circuito, un miracolo inaspettato. E quest’anno, più che in altri, la sensazione è che questa possibilità realmente esista.

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