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QUANDO LA SFOGLIA DIVENTA FESTA - Immagine IA

LE FRAPPE DI CARNEVALE

Dallo stesso impasto nascono frappe croccanti e ravioli dolci ripieni: una ricetta di Carnevale che intreccia storia, festa e abbondanza, da friggere insieme e spolverare di zucchero a velo.

di Redazione

Il carnevale viene fatto risalire ai Saturnali dell’antica Roma, festività in onore del Dio Saturno. Durante questi giorni non si lavorava, non si andava a scuola e l’ordine sociale era invertito: gli schiavi erano liberi e serviti dai loro padroni, erano concesse le attività proibite come il gioco d’azzardo e si consumavano i frictilia, dolci cotti nel grasso di maiale ricoperti di miele. L’abbondanza e l’opulenza del cibo si è tramandato nella tradizione Cristiana del carnevale come periodo che precede il digiuno quaresimale. Un’altra leggenda fa risalire il nome delle “chiacchiere” ad un dolce preparato da un cuoco napoletano per la regina di Savoia che accompagnasse i suoi incontri e le sue chiacchiere.

DOLCI SIMBOLO
Oggi, per la festa più colorata e gioiosa dell’anno, i dolci protagonisti sono proprio le frappe. Comunque le chiamiate chiacchiere, sfrappole, cenci, bugie, crostoli, non c’è regione dello stivale in cui non siano presenti nella tradizione culinaria del carnevale. Ogni regione ha la sua ricetta, al forno o fritte, ripiene o semplici, e queste prelibatezze creano subito un’atmosfera allegra. Ed è obbligatorio sporcarsi i baffetti con lo zucchero a velo.

GESTO ANTICO
Il procedimento è semplice, si comincia con il fare la “fontanella”, la montagnola di farina con un buco al centro: il momento più divertente di molte ricette italiane parte da qui.

L’IMPASTO
Nel buco rompiamo le uova, lo zucchero, il vino, l’olio e inizia la magia. Lavoriamo bene gli ingredienti fino a farli diventare un impasto liscio, che va lasciato a riposo per circa un’oretta.


Nel frattempo, ci dedichiamo al ripieno, amalgamando tutti gli ingredienti.

SFILARE SOTTILE
Matterello alla mano, si procede con la sfoglia che dovrà risultare molto sottile (2 mm). Con un cucchiaio raccogliamo un po’ della farcia e la adagiamo sulla sfoglia, a distanza l’una dall’altra in modo da poter ricavare lo spazio necessario per chiudere il raviolo; ripieghiamo l’impasto sopra la farcia. Con una rotella dentellata disegniamo la sagoma dei ravioli e con l’impasto avanzato tra un raviolo e l’altro otterremo le nostre frappe.

FRITTURA FINALE

Una volta che l’olio sarà arrivato a temperatura (190°C–200°C) possiamo friggere sia i ravioli che le frappe. Queste ultime devono gonfiarsi e formare belle bolle. Infine, asciughiamo con la carta assorbente e completiamo con una copiosa spolverata di zucchero a velo.

ABBINAMENTO CONSIGLIATO
Passito di Pantelleria.

Buon appetito 

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