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VUOTO EDUCATIVO

Regole poche ma chiare, coerenza tra parole e azioni, presenza emotiva: senza questi elementi la libertà dei figli si trasforma in smarrimento. Dal caso di Praia a Mare un segnale d’allarme che riguarda tutti.

di Patrizia Renzetti

Nel dibattito sull’educazione dei figli, costanza e ordine interiore sono spesso i grandi assenti. Parole che oggi suonano insolite, talvolta associate a un’idea di autorità rigida e superata. Eppure, in un’epoca che fatica a definire i confini tra libertà e disorientamento, questi due concetti tornano a chiedere attenzione. La costanza non significa severità, ma coerenza. È la capacità di mantenere un comportamento ordinato, di rispettare regole condivise, di portare avanti un impegno con serietà

Se mancano le regole

L’ordine interiore, inteso come autocontrollo e senso del limite, ne è il complemento naturale. Insieme costituiscono la base di ogni percorso educativo solido. Quando costanza e ordine interiore vengono meno all’interno della famiglia, le conseguenze non tardano a manifestarsi. La prima è la disorganizzazione quotidiana. Senza regole chiare, le giornate scorrono in modo caotico, senza orari né abitudini. I bambini, che per natura cercano stabilità, si ritrovano a gestire una libertà che non sanno ancora amministrare.

Il conflitto come linguaggio

Al disordine si aggiungono i conflitti. Senza confini precisi, i figli mettono alla prova costantemente l’autorevolezza dei genitori, che spesso reagiscono in modo impulsivo o incoerente. Ne deriva un clima familiare teso, dove il confronto si trasforma in scontro e la comunicazione si indebolisce. Ma l’aspetto più preoccupante è l’insicurezza che nasce nei figli. Senza riferimenti stabili, manca la sensazione di essere guidati. Le regole, anziché limitare, offrono protezione. In loro assenza, i bambini faticano a sviluppare fiducia, sia in sé stessi sia negli adulti.

Ruoli capovolti

Le difficoltà non si esauriscono tra le mura domestiche. Un bambino abituato a vivere senza punti fermi fatica a inserirsi nei contesti sociali strutturati, come la scuola o le attività sportive. L’incapacità di rispettare i tempi, le consegne e le regole di convivenza porta spesso a problemi relazionali e a una bassa tolleranza alla frustrazione. Sul piano dei ruoli, la mancanza di costanza e ordine interiore genera squilibri profondi. I figli tendono ad assumere un ruolo decisionale che non spetta loro, mentre i genitori oscillano tra permissivismo e durezza improvvisata. Si rompe l’equilibrio educativo e, con esso, la serenità della relazione.

Il segnale della cronaca

Un recente caso di cronaca ha riportato con forza il tema al centro del dibattito pubblico. A Praia a Mare, in provincia di Cosenza, il sindaco ha introdotto un’ordinanza che impone il rientro a casa entro le 22 per i minori di 14 anni non accompagnati da un adulto. Una misura che ha suscitato reazioni contrastanti: per alcuni eccessiva, per altri un tentativo – forse estremo, ma necessario – di colmare il vuoto lasciato da famiglie e istituzioni educative. L’ordinanza nasce dalla constatazione di un crescente disagio giovanile fatto di vandalismo, comportamenti rischiosi, assenza di controllo e supervisione. Un segnale chiaro: quando il patto educativo tra adulti si indebolisce, il rischio è che l’autorità pubblica sia costretta a intervenire al posto della famiglia.

Educare è guidare

Educare con chiarezza non significa imporre, ma guidare. Non si tratta di tornare a modelli autoritari, bensì di offrire ai figli punti fermi: regole poche ma chiare, coerenza tra parole e comportamenti, una presenza stabile, non solo fisica ma anche emotiva. Costanza e ordine interiore non tolgono libertà: la rendono possibile. Non frenano la crescita, ma la indirizzano. E oggi più che mai rappresentano un atto concreto di responsabilità e cura.

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