Contro il rumore, il valore dell'Italia che lavora

TRADIZIONI VIVE - ©Consorzio Tutela della Pasta di Gragnano IGP

LA CITTÀ DELLA PASTA

La culla dei trafilati secchi è in Italia. Dal “vento giusto” di Via Roma alla prestigiosa IGP, un piccolo centro campano ha trasformato un saper fare antico in identità, marchio e meta del turismo gastronomico.

di Gloria Amato

Gragnano non è solo un luogo geografico: è un nome che oggi evoca profumo di grano duro, tradizione e un’eccellenza tutta italiana. Questo comune campano, incastonato tra il mare e i Monti Lattari, è riuscito nel tempo a legare indissolubilmente la propria identità a un prodotto simbolo del Made in Italy: la pasta.

Acqua, aria e grano

«Se l’Italia è la patria della pasta, Gragnano ne è la capitale indiscussa, custode di una tradizione secolare d’eccellenza produttiva», ama dire Giovanni Cafiero, responsabile promozione del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp. Le prime testimonianze della produzione pastaia a Gragnano risalgono al XVI secolo, ma è tra il Settecento e l’Ottocento che si assiste a un vero e proprio decollo produttivo.

Le famiglie del posto iniziarono a produrre pasta secca sfruttando risorse naturali uniche: l’acqua purissima delle sorgenti locali, la brezza del Golfo di Napoli che si mescola a quella montana dei Monti Lattari e il migliore grano duro. Ingredienti semplici, ma straordinari, uniti da un sapere fare tramandato nei secoli.

La via del vento

Luogo iconico di questa tradizione era – e lo è tuttora – Via Roma, l’antica “via del vento”. Progettata per ricevere luce e ventilazione ottimali, ospitava i lunghi filari di spaghetti e maccheroni stesi ad asciugare al sole, su canne e pertiche. Passeggiare lì, all’epoca, significava attraversare un vero e proprio paesaggio urbano di pasta.

Il marchio che tutela l’eccellenza

Il marchio
che tutela l’eccellenza

Il prestigio della cittadina campana è stato riconosciuto ufficialmente nel 2013 con il conferimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) alla sua pasta. Un traguardo che tutela il prodotto dalle imitazioni e ne certifica la qualità: per ottenere il marchio IGP, la pasta deve essere prodotta esclusivamente nel comune di Gragnano, con semola di grano duro di alta qualità e acqua dei Monti Lattari, trafilata al bronzo e con essiccazione controllata.

Un brand che racconta un territorio

Un brand
che racconta un territorio

Oggi Gragnano è un esempio virtuoso di brand territoriale: un nome che racconta una storia di eccellenza, cultura e passione. Merito anche del lavoro del Consorzio di Tutela e delle numerose iniziative di promozione che hanno trasformato la città in una meta del turismo gastronomico. «Il Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP rappresenta il baluardo di questa tradizione. Ogni giorno, con passione e resilienza, si dedica alla promozione ed alla tutela di un prodotto straordinario, simbolo del saper fare italiano. Attraverso un piatto di Pasta di Gragnano, racconta al mondo il buono e il bello del nostro Paese: un patrimonio di gusto, cultura e territorio che vive in ogni forchettata».

La festa che celebra la tradizione

La festa
che celebra la tradizione

L’emblematica Festa della Pasta di Gragnano (denominata Città della Pasta) è un appuntamento annuale che richiama migliaia di visitatori con show cooking, degustazioni, visite ai pastifici e momenti culturali. Una celebrazione che non è solo folklore, ma il segno tangibile di come un territorio, se sa raccontarsi, possa costruire il proprio futuro nel segno della tradizione.

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