Contro il rumore, il valore dell'Italia che lavora

UN LIMITE TRASFORMATO IN INCONTRO - ©Nadia Fondelli

UNA SOLA ANIMA

GORIZIA E NUOVA GORICA, Teatro di guerre, ideologie e muri. Due città una volta divise riscrivono oggi la storia con un progetto culturale che celebra la riconciliazione, l’identità condivisa e l’idea di un continente capace di unire.

di Nadia Fondelli

Un tempo separate da filo spinato, oggi unite da un sogno condiviso: Gorizia e Nova Gorica, una città divisa dal passato e cucita dal futuro, sono insieme Capitale Europea della Cultura 2025. Dove un confine segnava la fine, ora c’è una piazza che accoglie. Dove c’era silenzio, oggi c’è musica, dialogo, arte. Qui, ai margini dell’Europa, nasce il suo nuovo cuore. È la prima volta che accade: due città, allora così vicine ma così lontane, oggi condividono il titolo di Capitale Europea della Cultura. Non è una scelta casuale, ma un messaggio potente: questa è l’Europa che vogliamo. Un’Europa capace di abbattere muri, di ricucire le ferite della storia, di costruire ponti laddove per decenni si sono alzati confini.

Una città, due anime

Gorizia e Nova Gorica, due città simbolo, o meglio, una sola città attraversata da un confine di Stato. Per troppo tempo, quel confine ha rappresentato una lacerazione nel cuore dell’Europa: il filo spinato, i valichi, le dogane, le famiglie divise, i muri. Il più emblematico di questi luoghi è sicuramente piazza Transalpina, con la sua stazione storica, snodo chiave dell’Impero Austro-Ungarico fra il centro Europa e l’Adriatico, trasformata in simbolo d’incontro. Dove una volta passava il “muro della vergogna”, oggi c’è un mosaico circolare che unisce, non divide. Al posto del confine solo mattonelle. Al posto del controllo la libertà di circolare fra i due Stati-

Una storia di rinascita

Il Novecento ha marchiato a fuoco queste terre: la Prima guerra mondiale con le sanguinose battaglie dell’Isonzo; poi la Seconda, con la divisione del territorio in zona A (sotto controllo anglo-americano) e zona B (jugoslava); infine la costruzione del muro, meno famoso di quello di Berlino ma non meno doloroso per chi lo viveva ogni giorno. Il 2004, con l’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea e l’abolizione del confine, segna la svolta. Piazza Transalpina viene riqualificata come spazio unico, attraversabile a piedi senza barriere. Un luogo dove la storia torna a essere dialogo.

Cultura senza confini

Dove un tempo correvano frontiere e si alzavano muri, oggi prende forma un nuovo orizzonte comune, fatto di cultura condivisa, visione europea e desiderio di ricucire ciò che la storia aveva lacerato. Il progetto GO!2025 non è solo ambizioso: è visionario. Punta a superare ogni barriera – fisica, mentale, simbolica – per dar vita a un nuovo modello di cooperazione transfrontaliera. Il programma culturale è ampio e immersivo: spettacoli, installazioni, mostre ed esperienze sensoriali raccontano passato e futuro di due città che ora sono una sola. Tale fermento culturale ha già prodotto i suoi frutti. Il turismo è in crescita costante (+64%) e non soltanto per il calendario di eventi. A rendere unico questo lembo d’Europa è l’insieme: paesaggi straordinari, storie profonde e sapori autentici che restituiscono l’identità viva di un territorio da vedere e da vivere.

Territorio da scoprire

Accanto ai luoghi simbolo come il castello e il duomo di Gorizia, che raccontano un passato medievale e rinascimentale, emergono segni di un’identità più dinamica e aperta: non più mura, ma ponti. Come quello di Salcano: il più grande ponte ferroviario in pietra del mondo, un capolavoro sospeso sull’Isonzo. Oppure quello parallelo ciclabile, ideale per chi ama scoprire i luoghi a ritmo lento e su pedali, tra natura e storia, magari inoltrandosi anche sulla Strada del Vino e delle Ciliegie, tra le colline del Brda e del Collio, da percorrere tra vigneti, cantine e borghi senza tempo. Da non perdere, per comprendere gli anni bui, è il Museo del Contrabbando all’ex valico di Pristava: un viaggio nella memoria del dopoguerra, tra caffè, sigarette e zucchero passati di nascosto oltre la frontiera.

Il fiume che unisce

Per chi ama la natura da vivere, basta seguire il corso dell’Isonzo, il fiume smeraldo che scorre tra le valli del Tricorno, lo spartiacque tra Adriatico e Mar Nero, dove sfocia il Danubio. Una metafora perfetta di ciò che sono Gorizia e Nova Gorica: un crocevia di storie, culture e destini, oggi simbolo vivente di ciò che può nascere quando si abbattono muri e si scelgono i ponti.

Un solo futuro

Due città, una sola anima. Due storie, un solo futuro. Visitare questo lembo d’Europa non è solo turismo: è un atto di comprensione, un passo verso un’Europa davvero condivisa. Non solo nel 2025. Sempre.

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