Giochi della Gioventù 2026: la grande festa finale allo Stadio Olimpico con le Giornaliste Italiane Francesca Parisella e Vira Carbone
Barbara Carbone
Lo Stadio Olimpico di Roma ha fatto da cornice alla grande festa conclusiva dei Giochi della Gioventù 2026 trasformandosi in un’esplosione di colori, musica ed emozioni che ha celebrato la fine di un percorso lungo un intero anno scolastico. Dopo l’apertura in Piazza del Popolo, presentata dalla giornalista RAI Francesca Parisella, e due giorni di gare distribuite in sei impianti della Capitale, gli oltre 6.000 finalisti provenienti da tutta Italia si sono ritrovati sugli spalti dell’Olimpico per vivere l’ultimo, attesissimo atto della più grande manifestazione sportiva scolastica del Paese che quest’anno ha coinvolto più di 105.000 studenti in circa 4.000 eventi tra fasi d’istituto, provinciali e regionali. La mattinata si è accesa subito grazie all’energia dei conduttori di RDS Next, Cristina e Samu, che hanno guidato la “Generazione Giochi” in un crescendo di entusiasmo tra cori, balli e le performance live di Michele Bravi, Trigno ed Ermal Meta, capaci di trasformare lo stadio in un palcoscenico musicale a cielo aperto.
Accanto ai ragazzi, a testimoniare il valore educativo e umano dello sport, anche il campione olimpico Marcell Jacobs, gli ambassador del team Illumina di Sport e Salute e numerosi atleti coinvolti da CONI, CIP e dalle Federazioni sportive che nei giorni precedenti avevano incontrato gli studenti nei siti di gara, raccontando le proprie esperienze e ribadendo come lo sport sia prima di tutto un percorso di vita. Il momento più atteso è arrivato quando sul palco è salita la giornalista RAI Vira Carbone che ha condotto la cerimonia delle premiazioni affiancata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e dal presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma. A loro è spettato il compito di consegnare i riconoscimenti principali, assegnati sulla base dei punteggi maturati da ogni regione nelle dieci discipline in gara. A trionfare è stato il Piemonte, vincitore del Premio “Giochi della Gioventù”, seguito dalla Lombardia e dalla Puglia. Grande spazio anche ai valori fondanti della manifestazione con i Premi “Rispetto, Lealtà e Partecipazione”, dedicati ai gesti di fair play, assegnati a Raffaele Apicella, Tommaso Diaferia, Cristiano Cristofori e all’Istituto Comprensivo “Ippolito Nievo” di San Donato (VE). La cerimonia è stata anche l’occasione per presentare il fumetto “Quattro ragazzi e un orto fuori di zucca” realizzato dal Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste nell’ambito del programma europeo “Frutta e verdura nelle scuole”, un progetto pensato per avvicinare i più giovani a una corretta educazione alimentare attraverso un linguaggio semplice e vicino al loro mondo. Sullo sfondo di questa grande festa, restano i numeri e i valori che definiscono i Giochi della Gioventù: dieci discipline – dall’atletica al nuoto, dalla pallavolo al baskin, dal rugby tag al sitting volley – distribuite in sei impianti simbolo dello sport romano, e un ricco palinsesto educativo fatto di laboratori, workshop, incontri con i campioni, corsi di primo soccorso e attività dedicate all’inclusione e al contrasto del bullismo. Una manifestazione costruita attorno a parole chiave come rispetto, passione, impegno, socialità, opportunità, condivisione, correttezza, partecipazione, inclusione e lealtà, che hanno guidato ogni momento di questa edizione. Quando l’ultimo premio è stato consegnato e l’Olimpico ha salutato i suoi giovani protagonisti, è stato chiaro che non si trattava solo della fine di un evento ma dell’inizio di un percorso condiviso. Il “popolo colorato” dello sport scolastico ha già un nuovo appuntamento: i Giochi della Gioventù 2027, per continuare a correre, crescere e sognare insieme.
