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VERSO NUOVE REGOLE - Immagine IA

FRONTIERE COMUNI

Via libera definitivo al Patto Migrazione e Asilo: l’Unione ridisegna responsabilità condivise, controlli esterni e cooperazione internazionale, con Roma protagonista nei negoziati.

di Manuela Conte

In un contesto geopolitico sempre in evoluzione, e di fronte a una pressione migratoria crescente alle porte del vecchio continente, l’Unione europea e i suoi Stati Membri sono rimasti sostanzialmente immobili per anni, senza riuscire a cambiare la normativa in materia di migrazione.
Il regolamento di Dublino entra in vigore nel 2003 (Regolamento 343/2003/CE DUBLINO II), e stabilisce i criteri per determinare lo Stato membro dell’UE competente per l’esame di una domanda di asilo, nello specifico era stato determinato che la domanda dovesse essere trattata dal primo Paese di Ingresso. Dublino II è stato poi modificato dal regolamento 604/2013 ribattezzato Dublino III, che mantenendo il principio del Paese di primo ingresso, continuava a far ricadere sui Paesi situati alle frontiere esterne dell’Europa, in primis l’Italia, la competenza per le domande di asilo dei migranti.

IL SUPERAMENTO DI DUBLINO

Dopo svariati tentativi, non riusciti, di modificare i regolamenti esistenti, la svolta in materia migratoria in Europa arriva con l’approvazione del Patto Migrazione Asilo che segna un sostanziale cambio di passo e un superamento effettivo dei vecchi criteri.
Per anni i Paesi sottoposti a pressione migratoria hanno cercato come unica soluzione un sistema di riallocazione dei migranti, cercando di creare una redistribuzione degli stessi a livello europeo; tentativi falliti perché i numeri dei migranti ricollocati dai Paesi di primo ingresso in altri Paesi europei, erano nell’ordine di poche centinaia di persone, a fronte di arrivi che per esempio nel corso della diciassettesima legislatura (2013-2018) hanno raggiunto gli oltre 600.000 arrivi.

DALL’EMERGENZA ALLA SVOLTA POLITICA

Quando gli Stati europei iniziano ad accorgersi che la sfida migratoria si sta trasformando in una vera e propria emergenza migratoria, scoppia la pandemia che assorbirà le energie dei Governi e della Commissione europea per diversi mesi.
La politica migratoria tornerà al centro della agenda della Commissione europea nel settembre 2023 con la storica visita a Lampedusa della Presidente Ursula Von der Leyen, su invito del Premier Giorgia Meloni. In quell’occasione Von der Leyen riconosce che “a Lampedusa è in gioco il futuro dell’Europa” e che la migrazione “è un problema che coinvolge tutti e da tutti va affrontato”. Infatti proprio da Lampedusa la Presidente Von der Leyen lancerà un Piano d’azione in 10 punti di sostegno all’Italia, rimettendo al centro dei tavoli europei le politiche migratorie.

IL NEGOZIATO E L’APPROVAZIONE DEFINITIVA

Il Governo italiano inizia un lungo lavoro in sede bilaterale e multilaterale per arrivare poi al Consiglio Giustizia e Affari Interni del Giugno 2023, dove, dopo una lunghissima trattativa il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riesce a far passare la linea italiana nel nuovo pacchetto legislativo, che dopo un lungo iter burocratico e una serie di passaggi tra le varie Istituzioni europee verrà definitivamente approvato dal Consiglio europeo del maggio 2024, dove è centrale il ruolo della Premier Meloni che sposta sulle posizioni italiane alcuni Governi ancora indecisi.

LE NUOVE REGOLE

Il nuovo Patto Migrazione e Asilo, che supererà definitivamente il Regolamento di Dublino, entrerà in vigore il prossimo giugno 2026 e prevederà, tra le altre cose: 1) Frontiere esterne sicure anche grazie alle procedure accelerate di frontiera per i richiedenti asilo con scarse probabilità di ottenere protezione; 2) Procedure di rimpatrio più rapide ed efficienti; per chi non ha diritto a restare in Europa; 3) un sistema efficace di solidarietà e responsabilità; 4) Partenariati internazionali per contrastare il traffico di esseri umani e per prevenire le partenze.

LA STRATEGIA QUINQUENNALE

A integrazione del nuovo pacchetto legislativo, nel Gennaio 2026 la Commissione europea ha presentato una strategia quinquennale in materia di migrazione che si articola su alcune priorità: rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dell’Europa, sistema di asilo solido, rimpatri sempre più efficaci, implementazione della cooperazione in materia di migrazione contrasto ai trafficanti. La strategia quinquennale della Commissione europea dimostra che le politiche migratorie sono e saranno al centro delle discussioni europee dei prossimi anni con un ritrovato ruolo centrale dell’Italia nei tavoli europei e internazionali.

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