Contro il rumore, il valore dell'Italia che lavora

Appalti verdi, la rivoluzione silenziosa che vale 200 miliardi di euro l’anno. Al Forum Compraverde Buygreen le Giornaliste Italiane.

Vale oltre 200 miliardi di euro l’anno e può decidere che tipo di acciaio finirà nelle ferrovie, quale cibo arriverà nelle mense scolastiche e quanta energia rinnovabile verrà utilizzata negli edifici pubblici. È la spesa pubblica italiana, una delle più grandi leve economiche del Paese e il terreno su cui da vent’anni lavora il “Forum Compraverde Buygreen. Gli Stati Generali degli Acquisti Verdi”, il principale appuntamento nazionale dedicato agli acquisti pubblici sostenibili. E, in occasione dei suoi vent’anni, Roma ha fatto da cornice a questo appuntamento per una due giorni che, negli spazio del WeGil di Trastevere, ha visto protagoniste esponenti delle Istituzioni e le voci più autorevoli della sostenibilità che hanno raccontato esperienze, progetti e, soprattutto, visioni che stanno già generando un cambiamento e che potrebbero incidere in futuro. E il Forum promosso da Fondazione Ecosistemi ha così riunito istituzioni, Commissione europea, enti locali, imprese e stazioni appaltanti proprio per discutere del ruolo degli acquisti pubblici nella transizione ecologica. Ogni appalto – è quanto emerso con forza durante la due giorni – può orientare la domanda di materiali, tecnologie e servizi, trasformando il Green Public Procurement in una vera politica industriale oltre che ambientale. A moderare alcuni dei panel della due giorni del Forum le colleghe dell’associazione Giornaliste Italiane Emma Evangelista, Ilenia Petracalvina, Elisa Simonelli, Jessica Saccone. I numeri raccontano una crescita ancora incompleta. Secondo il rapporto presentato da Legambiente e Fondazione Ecosistemi, l’indice di performance del Green Public Procurement in Italia raggiunge il 65%, ma circa un bando su cinque continua a non applicare correttamente i Criteri Ambientali Minimi. A pesare sono soprattutto le carenze nel monitoraggio e nella formazione del personale pubblico. Tra i dossier più rilevanti figura il progetto europeo BESA3. Lo studio mostra che l’utilizzo di acciai low-carbon e cementi alternativi potrebbe ridurre le emissioni di CO₂ fino al 66% rispetto alle soluzioni tradizionali, evidenziando come la sostenibilità delle infrastrutture si giochi già nella fase di progettazione e acquisto. Spazio anche alle mense scolastiche. Attraverso il progetto europeo SchoolFood4Change, centinaia di scuole e amministrazioni hanno sperimentato nuovi modelli di ristorazione sostenibile. Il programma ha introdotto oltre 40 nuove ricette, promosso l’utilizzo di prodotti locali e sostenibili e rafforzato la formazione del personale, mostrando come gli appalti possano incidere anche sulle abitudini alimentari delle nuove generazioni. Vent’anni dopo la sua nascita, dunque, Compraverde continua a sostenere che la sostenibilità non sia un costo aggiuntivo, ma uno strumento per rafforzare l’innovazione, ridurre le emissioni e migliorare la qualità della spesa pubblica. Perché una parte del futuro economico e ambientale del Paese passa anche da ciò che le amministrazioni scelgono di acquistare.

ELISA SIMONELLI
EMMA EVANGELISTA
ILENIA PETRALCAVINA
JESSICA SACCONE
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