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TRA AMBIENTE E MERCATO - Immagine IA

FERTILIZZANTI, SVOLTA UE

Sospesi i dazi e sterilizzati gli effetti del CBAM: secondo Carlo Fidanza è una vittoria italiana che rafforza la competitività agricola e apre alla spinta su fertilizzanti organici.

a cura della Redazione

La sospensione dei dazi europei e la sterilizzazione – anche retroattiva – degli effetti del CBAM sui fertilizzanti segnano un passaggio rilevante nel rapporto tra politiche climatiche e competitività agricola. L’annuncio della Commissione europea arriva dopo mesi di confronto tra Stati membri e istituzioni Ue, in una fase in cui il settore primario è chiamato a reggere l’impatto combinato di transizione ecologica, tensioni geopolitiche e aumento dei costi di produzione.

LA RIVENDICAZIONE ITALIANA

A rivendicare il risultato è Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo e coordinatore ECR in Commissione Agricoltura. In una nota, Fidanza parla di una “vittoria italiana” maturata nel quadro della trattativa condotta dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, anche nell’ambito del negoziato sull’accordo Ue-Mercosur, considerato strategico per gli equilibri commerciali del comparto agricolo europeo.

IL NODO DEI COSTI

Il tema dei fertilizzanti è da tempo uno dei più sensibili per l’agricoltura europea. Negli ultimi anni, il settore ha subito un forte aumento dei prezzi, legato sia alla crisi energetica sia alla dipendenza strategica da Paesi terzi, in particolare per fertilizzanti azotati e fosfatici. Una vulnerabilità che si è accentuata con le sanzioni internazionali e che ha inciso direttamente sui costi di produzione delle aziende agricole. Un aspetto sottolineato dallo stesso Fidanza, che parla di imprese «particolarmente colpite dall’aumento dei costi dei fertilizzanti», aggravato dalle dinamiche geopolitiche. 

COS’È IL CBAM

In questo contesto si inserisce il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il meccanismo europeo pensato per evitare la delocalizzazione delle emissioni di CO₂ e riequilibrare la concorrenza tra prodotti europei e importazioni da Paesi con standard ambientali meno stringenti. Applicato ai fertilizzanti, il CBAM avrebbe potuto tradursi in un ulteriore aggravio dei costi per gli agricoltori, già esposti a forti oscillazioni dei prezzi delle materie prime.

COMPETITIVITÀ E TRANSIZIONE

Secondo Fidanza, la decisione della Commissione di sospendere i dazi e sterilizzare gli effetti del CBAM sui fertilizzanti rappresenta un segnale politico chiaro: la transizione ecologica non può procedere scaricando i costi su un settore strategico come l’agricoltura. La misura, nelle intenzioni, consente di evitare distorsioni di mercato e di tutelare la competitività delle imprese agricole europee.

L’ALTERNATIVA ORGANICA

Nel ragionamento dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia, però, l’intervento non può restare isolato. Fidanza sottolinea la necessità di «accelerare l’approvazione e la messa a disposizione di fertilizzanti organici, come il digestato», indicato come una risposta strutturale alle criticità del settore. Una soluzione che consentirebbe di ridurre la dipendenza dall’estero, valorizzare gli scarti agricoli e zootecnici e rafforzare l’autonomia produttiva, rispondendo «alle esigenze di competitività, circolarità e autonomia strategica delle nostre imprese» spiega Fidanza.

LA PARTITA APERTA

La partita si gioca ora sull’attuazione concreta delle decisioni annunciate e sulla capacità dell’Unione europea di trasformare gli aggiustamenti normativi in strumenti efficaci per il mondo agricolo. Il tema dei fertilizzanti diventa così un banco di prova più ampio: quello di un equilibrio ancora in costruzione tra ambizioni ambientali, sicurezza alimentare e sostenibilità economica delle imprese.

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