Contro il rumore, il valore dell'Italia che lavora

Opere che raccontano

Dal successo delle visite teatralizzate approda in libreria il progetto che trasforma musei e reperti in esperienza narrativa, intrecciando archeologia, musica e testimonianza per rESTITUIRE presenza alla memoria.

a cura di Elisabetta Mancini

Un percorso che invita a cambiare postura davanti al patrimonio culturale, passando dallo sguardo passivo all’ascolto attivo. Tra narrazione, interpretazione scenica e rigore storico, il progetto propone un modo nuovo di avvicinarsi alle testimonianze del passato, rendendole presenti e accessibili.

Dopo il successo di pubblico e critica nei principali musei e siti di interesse storico-archeologico italiani, è arrivato in libreria e negli store online il libro del progetto “Anche le statue parlano” di Edoardo De Angelis, edito da Readaction Editrice. Il volume nasce dall’esperienza delle visite teatralizzate nei musei, trasformando il patrimonio archeologico in narrazione viva e coinvolgente. Dialogheranno con l’autore Edoardo De Angelis.

Custodi da ascoltare

Un’idea semplice: i musei non vanno solo visti, ma vanno anche ascoltati. Ogni oggetto conservato in un museo, dal più semplice al più complesso, dal più anonimo al più conosciuto, dal più comune al più prezioso, ha una storia da raccontare.

Bellezza e memoria condivisa

Le opere esposte colpiscono inizialmente per il loro valore estetico, ma sono soprattutto portatrici di racconto: una storia che appartiene agli oggetti e, insieme, alla collettività. Collegano epoche differenti e tracciano una continuità culturale che attraversa i secoli.

Un attraversamento scenico

“Anche le statue parlano” nasce con l’intento di mettere in dialogo passato e presente, archeologia e contemporaneità. Un viaggio a ritroso nel tempo che prende forma grazie alle visite teatralizzate, costruite sui testi originali di Edoardo De Angelis.

Corpi, voci e interpretazione

La regìa e la messa in scena sono affidate agli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione, che danno voce e presenza alle opere. Attraverso musica e parole, si crea un dialogo tra dati scientifici e memorie storiche e mitologiche: divinità, sovrani, leggende e vite comuni riaffiorano nello spazio museale.

Cultura diffusiva

Il progetto è anche un appello alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Finanziato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli, è prodotto dall’Associazione Culturale CulturArti in collaborazione con istituzioni museali regionali, nazionali e internazionali, coinvolgendo numerosi musei e siti archeologici in tutta Italia e all’estero.

Dal libro all’esperienza immersiva

Il volume integra QR Code che consentono ai lettori di entrare virtualmente nelle sale museali e osservare le opere evocate dai testi, prolungando l’esperienza narrativa oltre la pagina scritta.

La rete dei musei

Un partenariato che vede coinvolti laDirezione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, e gli organi direttivi di tutti i distretti museali fin qui visitati: Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma); Museo Archeologico Nazionale di Aquileia (Udine); Civico Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann” (Trieste); Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli (Udine); Museo Archeologico – Civici Musei (Udine); Museo Egizio di Monaco di Baviera; Museo della Grande Guerra (Gorizia); Lapidario Tergestino di Castello di S. Giusto (Trieste); Museo Paleocristiano di Aquileia (Udine); Museo Archeologico Regionale “Antonino Salinas” (Palermo); Museo Archeologico del Friuli Occidentale di Castello di Torre (Pordenone); Castello di Gorizia; Casa Cavazzini – Civici Musei (Udine); Museo Etnografico del Friuli – Civici Musei (Udine); Parco del Castello di Miramare (Trieste); Antiquarium di Lucrezia Romana – Parco Archeologico dell’Appia Antica (Roma); Museo Egizio (Torino); Castello Aragonese di Baia – Parco Archeologico dei Campi Flegrei(Napoli).

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