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TRANSIZIONE STORICA - Immagine IA

DOPO IL GIUBILEO

Tra bilanci, numeri record e immagini destinate alla storia, il Vaticano chiude un anno irripetibile e apre la riflessione sul prossimo grande appuntamento: i duemila anni dalla Redenzione.

di Elisabetta Mancini

Consegnato alle pagine della storia il Giubileo della Speranza, la Chiesa Cattolica guarda al 2033.
Sarà un anno centrale per la comunità cristiana che celebra i duemila anni dalla morte di Gesù, l’anniversario della Redenzione, con la Passione, la Morte e la Resurrezione al centro di un Giubileo Straordinario.

Roma e le Basiliche Papali

Anche in questa occasione Roma avrà un ruolo centrale con le celebrazioni nelle Basiliche Papali, meta dei pellegrini che potranno attraversare la Porta Santa per l’indulgenza plenaria. La Città Eterna ha visto scorrere anche l’anno Giubilare del 2025, terminato una manciata di giorni fa con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro con Papa Leone XIV.

Il Giubileo dei Due Papi

Ad aprirla, nel dicembre del 2024, era stato Papa Francesco I scomparso ad aprile. Il Giubileo della Speranza e dei Due Papi. Lo scorso anno dunque per il Vaticano, per Roma e per l’Italia è stato un momento intenso e irripetibile di riflessione e preghiera, ma anche di impegno nella preparazione di un momento globale che ha coinvolto milioni di persone.

L'Anno Santo in numeri

I numeri parlano su tutto. Nel 2025 sono arrivati a Roma oltre 33,5 milioni di pellegrini provenienti da 185 Paesi, accolti grazie alla collaborazione tra il Vaticano e le Istituzioni – il Campidoglio, la Regione Lazio, il Governo – un lavoro corale che si è concretizzato nel “Metodo Giubileo” decisivo per la gestione logistica e per la sicurezza.

L’appuntamento con i giovani

Tra i momenti più attesi l’appuntamento con i giovani, ad agosto. Nella Capitale si sono ritrovati oltre un milione di ragazzi provenienti da ogni angolo del Mondo per pregare con Papa Leone a Tor Vergata, la “spianata” passata alla Storia nel 2000 con Papa San Giovanni Paolo II. Giornate di profondo significato per la Chiesa che guarda, come spesso ricorda il Pontefice, alle nuove generazioni con, appunto, speranza.

Il pellegrinaggio e la ricerca

E un fiume di pellegrini nel 2025 ha attraversato la Porta Santa a San Pietro, persone che hanno intrapreso un viaggio – come posto in evidenza da Papa Leone – con l’esigenza di non fermarsi e cercare risposte. Per il Santo Padre una ricerca costante nel tentativo di opporsi all’immobilismo e, quindi, alla rassegnazione.

Un anno storico per Roma

Il 2025 appena concluso è stato proprio questo, movimento e partecipazione, in una città che ha saputo far fronte al Giubileo dei Due Papi, alla scomparsa di Papa Bergoglio il 21 aprile, alle sue esequie che rimarranno nella memoria di molti, al Conclave, all’elezione del nuovo Capo della Chiesa.

Bilancio e prospettive

Nel tirare le somme il bilancio può essere definito “positivo”, come ha evidenziato in più occasioni il delegato del Vaticano all’organizzazione del Giubileo, monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione. «Si è riusciti a dare corpo a un evento che dura un anno intero», la sua sottolineatura. Ma è già tempo di pensare al Giubileo del 2033 e «nessuno di noi pensi di abbassare l’attenzione», ha avvertito monsignor Fisichella sul finire dello scorso anno, lanciando un monito che sa di sfida: il prossimo evento giubilare «è dietro l’angolo» e bisogna pianificare per tempo un appuntamento che dovrà ricalcare, per importanza, il grande Giubileo del 2000 di Papa Giovanni Paolo II.

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