Contro il rumore, il valore dell'Italia che lavora

CALABRIA, MARIA LUISA ANASTASI - Immagine IA

DONNA LISA

Infermiera autodidatta, sarta, punto di riferimento per un’intera comunità: durante la Seconda guerra mondiale Maria Luisa Anastasi soccorse i feriti sotto le bombe, trasformando il lavoro di cura in un atto di responsabilità civile.

di Giornaliste Italiane

Questa storia inizia a Rizziconi il 15 luglio del 1904. La protagonista è Maria Luisa Anastasi. Una persona comune eppure straordinaria. Maria Luisa nasce in una famiglia modesta. Frequenta la scuola fino alla terza elementare, ma dimostra fin da subito un’intelligenza vivace e un talento naturale. Sa disegnare, ricamare, impara da sola a solfeggiare e, da autodidatta, apprende anche l’arte del cucito.


UNA VITA DI LAVORO E RESPONSABILITÀ

Si sposa giovane, ma resta presto vedova. Per mantenere i due figli lavora come sarta. Non riceve denaro, ma prodotti della terra. È una donna pragmatica, intuitiva e generosa, sempre pronta a dispensare consigli e aiuto. Un giorno accetta di assistere una giovane paziente durante un intervento chirurgico in ambiente domestico. La sua presenza si rivela decisiva. Il dottor Gioffrè, colpito dalle sue capacità, ne intuisce il talento e decide di assumerla.

SOTTO LE BOMBE

Inizia così la sua carriera di infermiera. Maria Luisa diventa per tutti Donna Lisa. Ancora una volta apprende in modo autonomo le nozioni essenziali della professione. Grazie alle sue abilità, diventa una figura capace di ispirare grande fiducia nella comunità. È spesso chiamata per assistenze domiciliari, soprattutto ostetriche. È durante la Seconda guerra mondiale che il suo operato assume un valore decisivo. Il 6 settembre 1943 Rizziconi viene bombardata. Donna Lisa presta soccorso ai civili feriti con grande coraggio. Anche quando le bombe cadono vicinissime, non perde la calma. L’ambulatorio del dottor Gioffrè viene colpito dalle schegge, ma lei continua ad assistere i feriti. Offre sostegno morale al medico e si adopera per salvare quante più vite possibile, nonostante la gravità delle ferite e la mancanza di strumenti adeguati.

IL RICONOSCIMENTO

Dopo l’8 settembre, con l’arrivo degli alleati a Rizziconi, Donna Lisa continua ad assistere feriti provenienti anche dai paesi vicini, come Gioia Tauro, allora privi di personale sanitario. Cura civili e soldati anglo-americani. Il 5 ottobre le viene rilasciato un permesso speciale per circolare nell’area del Comune anche dopo l’inizio del coprifuoco, affinché possa continuare a svolgere le sue funzioni mediche.

L’EREDITÀ

La storia di Maria Luisa Anastasi è quella di una donna che, anche nella tragedia, ha saputo distinguersi per intraprendenza, coraggio e senso del bene comune. Un esempio di vita silenziosa ma decisiva, che oggi merita di essere ricordata, raccontata e tramandata.

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