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Deep nude, l’Europa dice basta: stretta storica contro gli abusi dell’IA

Accogliamo con soddisfazione l’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio Ue sull’AI Act, che introduce il divieto delle applicazioni di intelligenza artificiale utilizzate per creare “deep nude” e contenuti sessualmente espliciti senza consenso. È un passo importante per tutelare la dignità delle persone e contrastare nuove forme di violenza digitale, che colpiscono soprattutto donne e minori. Come Associazione Giornaliste Italiane ci siamo mobilitate da tempo su questi temi, promuovendo iniziative pubbliche dedicate ai rischi dei deepfake e agli abusi dell’intelligenza artificiale. Consideriamo quindi questo risultato un ulteriore segnale concreto verso la regolamentazione di un fenomeno dalle conseguenze potenzialmente gravissime, ancora troppo sottovalutate. Da parte nostra, come donne e come giornaliste, continueremo a denunciare senza esitazioni queste violenze e a sostenere chi ne è vittima, affinché nessuna persona venga lasciata sola davanti agli abusi digitali.

Così la nostra associazione, Giornaliste Italiane, sulla decisione dell’Europa di mettere un freno agli abusi dell’intelligenza artificiale.

Stop ai “deep nude”

 Nella notte, Parlamento e Consiglio UE hanno trovato l’accordo per vietare app e sistemi IA capaci di creare immagini intime o contenuti sessuali senza il consenso delle persone coinvolte, oltre ai materiali pedopornografici.

Una svolta importante che arriva dopo mesi di polemiche e casi sempre più gravi di immagini manipolate online, compresi quelli che hanno coinvolto Giorgia Meloni e numerose giornaliste italiane. Fratelli d’Italia e il gruppo ECR rivendicano di aver portato il tema al centro del dibattito europeo, parlando di una “vittoria” per la tutela della dignità delle persone.

L’accordo rafforza anche gli obblighi di trasparenza per i contenuti generati dall’IA, anticipando il watermarking digitale dal 2026, così da rendere più facile riconoscere immagini, video e audio creati artificialmente.

Il messaggio di Bruxelles è chiaro: l’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile e innovativo, ma non può trasformarsi in un’arma di violenza digitale o manipolazione.

Saranno vietati: sistemi che generano immagini intime o sessuali di persone identificabili senza consenso; app di “nudification” o “deep nude”; strumenti IA privi di adeguate misure di sicurezza contro questi abusi; contenuti sotto forma di immagini, video o audio. 

L’accordo prevede inoltre: obbligo anticipato di watermarking dei contenuti generati dall’IA dal 2 dicembre 2026; rinvio di alcune norme sui sistemi IA ad alto rischio al 2027-2028; semplificazioni per imprese e PMI.

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