Dalla Cancelleria Vaticana il lancio nazionale della Festa della Bruna 2026
di Rossana Paolillo
Matera si prepara a vivere la sua tradizione più autentica
Dopo la presentazione dello scorso anno alla Camera dei Deputati, la Festa della Bruna di Matera torna a Roma per il lancio nazionale del programma della sua 637ª edizione. La cornice scelta per il 2026 è stata il Palazzo della Cancelleria Vaticana e, in particolare, la suggestiva Sala dei 100 Giorni affrescata da Giorgio Vasari: uno dei luoghi più prestigiosi della capitale, dove arte, storia e bellezza hanno fatto da sfondo al racconto di un altro straordinario patrimonio da custodire e tramandare.
Perché la Festa della Bruna non è soltanto la festa patronale di Matera, la città dei Sassi. È una delle manifestazioni popolari più antiche e identitarie del Mezzogiorno, un rito collettivo che da 637 anni rinnova il legame tra una comunità, la sua storia e la sua patrona, Maria Santissima della Bruna.
La presentazione romana è stata preceduta da un momento particolarmente significativo: l’udienza con Papa Leone XIV, che ha rivolto una speciale benedizione alla Festa, alla città di Matera e a quanti, generazione dopo generazione, custodiscono e tramandano questa tradizione.
L’appuntamento assume un significato ancora più rilevante nell’anno in cui Matera è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo e mentre parte ufficialmente il percorso verso la candidatura della Festa della Bruna a Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.
Una festa che da 637 anni unisce una comunità
Una candidatura che guarda certamente alla straordinaria continuità storica della celebrazione, ma anche alla sua capacità di essere ancora oggi un patrimonio vivo, partecipato e contemporaneo. Una festa che continua a coinvolgere l’intera città e che riesce a trasmettere valori universali attraverso linguaggi sempre nuovi.
Chi arriva a Matera il 2 luglio scopre infatti una città che vive un’intera giornata al ritmo dei suoi riti secolari: dalla Messa con la Processione dei Pastori alle prime luci dell’alba fino alla lunga attesa dello “strazzo”, il momento conclusivo in cui il Carro Trionfale viene assaltato dalla folla e smembrato. Un gesto unico, che nella distruzione segna un passaggio di consegne simbolico tra passato e futuro, la conferma che la tradizione continua a vivere proprio perché ogni anno è chiamata a rinnovarsi.
Il tema del 2026: il servizio come valore condiviso
Al centro dell’edizione 2026 c’è il tema evangelico scelto per il Carro Trionfale realizzato dall’artista Francesca Cascione: «Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri» (Gv 13,14).
Il filo conduttore sarà dunque il servizio. Non come concetto astratto, ma come gesto concreto di attenzione verso gli altri e di responsabilità collettiva. Un messaggio particolarmente attuale in un tempo segnato da conflitti, fragilità e divisioni.
Non a caso il tema troverà una traduzione concreta già il 21 giugno, con una cena solidale offerta ai “figli di Maria”, segno tangibile di una comunità che sceglie di mettere al centro chi ha più bisogno e di trasformare il messaggio della festa in azioni reali.
Dialogo, inclusione e nuove generazioni nel programma 2026
Accanto ai grandi riti della tradizione, il programma 2026 proporrà oltre un mese di appuntamenti culturali, musicali e popolari capaci di coinvolgere pubblici diversi e generazioni differenti.
Particolarmente significativo il percorso “Maria, Madre dell’incontro”, che interpreta la Festa della Bruna come occasione di dialogo tra culture e popoli. Una scelta che si inserisce perfettamente nel ruolo di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo e che porterà in città esperienze artistiche e musicali provenienti da contesti differenti, come la Bondeko Chorale della comunità congolese, la Festa dei Popoli con la musica dei Balkan Lab e il musical “Forza Venite Gente” dedicato alla figura di San Francesco.
Spazio anche ai più giovani con la Bruna Passion Week, tra podcast, dj set e la mostra “Come al 2 di luglio”, oltre al ritorno del Fantabruna, il gioco online che negli ultimi anni ha saputo coinvolgere nuove generazioni e nuovi linguaggi senza perdere il legame con la tradizione.
La Festa della Bruna, organizzata dall’Associazione Maria SS. della Bruna guidata dal presidente Bruno Caiella, continua così a raccontare una storia che appartiene a Matera ma che parla a un pubblico sempre più ampio. Una storia fatta di memoria, partecipazione, arte, identità e capacità di rinnovarsi.
Il 2 luglio Matera mostra il suo volto più intenso
L’appuntamento è a Matera, il 2 luglio e durante tutto il periodo che accompagna la festa. È allora che la città mostra il suo volto più autentico: piazze gremite, riti che si tramandano da secoli, incontri, musica, cultura e una partecipazione collettiva capace di travolgere residenti e visitatori. Un’esperienza che va oltre il programma degli eventi e che racconta, forse meglio di qualsiasi altra cosa, l’anima più profonda della città dei Sassi.



