Alle tre di notte la stanza è illuminata solo dallo schermo. Il mondo fuori è immobile, ma dentro la piattaforma tutto è movimento, suoni, sfide, riconoscimenti. È lì che Sergio si sente visto. «Nel gioco avevo trovato un’isola felice. Un gruppo, un ruolo, un’identità forte». L’avatar è più sicuro, più audace. La realtà, invece, appare opaca. I messaggi restano senza risposta, le relazioni si assottigliano. «Non stavo più solo giocando, stavo cercando un modo per evadere dalla realtà». La sua storia potrebbe essere quella di molti. Un passaggio silenzioso, quasi impercettibile: dalla passione al rifugio, dal divertimento alla fuga. Si entra per scelta, si resta per bisogno. E quando il bisogno sostituisce la libertà, qualcosa cambia.
IL CONFINE INVISIBILE
Le nuove dipendenze digitali non irrompono all’improvviso. Non spezzano bruscamente la quotidianità: la riscrivono poco alla volta. Alterano ritmi, priorità, relazioni. La tecnologia, che nasce come opportunità di connessione e apprendimento, può trasformarsi in protezione emotiva. È in questo spazio fragile che diventa essenziale riconoscere i segnali prima che si trasformino in distanze difficili da colmare.
UN PROGETTO PER CAPIRE
Da questa consapevolezza nasce “Riflessi Virtuali”, iniziativa realizzata dal Laboratorio di Psicologia Sperimentale Applicata del Dipartimento di Psicologia e dal LABS – Laboratorio Audiovisivo per lo Spettacolo della Sapienza Università di Roma, con il sostegno di Fondazione TIM. Il progetto rientra tra quelli selezionati dalla Call for IDEAs 2023 promossa dalla Fondazione, ente filantropico del Gruppo TIM presieduto dall’avvocato Alberta Figari e guidato dalla dottoressa Giorgia Floriani, con l’obiettivo di sostenere proposte innovative nei settori dell’istruzione e della ricerca. Grazie alla forte componente tecnologica e all’attenzione a un tema di crescente attualità, “Riflessi Virtuali” è stato scelto tra le candidature più meritevoli.
TECNOLOGIA CHE RENDE CONSAPEVOLI
L’iniziativa è stata presentata oggi a docenti, famiglie, ragazze e ragazzi. Durante l’incontro è stato presentato in anteprima il primo episodio della web serie THE PLATFORM, sei episodi che raccontano il rapporto tra giovani e tecnologia con un linguaggio narrativo contemporaneo. Un’esperienza diretta, attraverso ambienti immersivi in realtà virtuale e video in 3D costruiti a partire da testimonianze reali. Situazioni da attraversare in prima persona: il momento in cui il controllo si incrina, la difficoltà a interrompere un comportamento, l’impatto sulle relazioni. La tecnologia diventa così uno strumento di comprensione, capace di rendere tangibili dinamiche spesso complesse da spiegare solo a parole.
PARLARE IL LINGUAGGIO DEI RAGAZZI
«Per parlare davvero ai ragazzi e alle ragazze è fondamentale utilizzare gli stessi linguaggi che abitano quotidianamente», ha dichiarato la professoressa Anna Maria Giannini, Direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza. «Non possiamo educare restando esterni ai loro codici comunicativi. Gaming, social e piattaforme digitali sono oggi ambienti di costruzione dell’identità. Entrarvi con strumenti scientificamente fondati, senza giudizio ma con competenza, significa trasformarli in occasioni di consapevolezza e crescita». “Riflessi Virtuali” propone dunque un modello di prevenzione che unisce ricerca accademica, innovazione tecnologica e impegno sociale. Non demonizza il digitale, ma lo attraversa. Ne riconosce le potenzialità e insieme le fragilità. Perché comprendere il mondo virtuale non significa sottrarlo ai giovani, ma restituirgli senso. E forse, in quella luce che illumina le stanze di notte, aiutare qualcuno a scegliere di spegnere lo schermo un po’ prima.