IL DIGITALE
CHE DIVORA
Dall’economia dell’attenzione ai bisogni indotti, un’inchiesta sul lato nascosto delle piattaforme digitali e sul loro impatto sociale. I fili invisibili che condizionano gli adolescenti tra sorveglianza e algoritmi.
a cura di Elisabetta Mancini
Un viaggio dentro i meccanismi che regolano la vita online, dove scelte, comportamenti e relazioni vengono progressivamente orientati da sistemi automatici. Un’analisi che mette in luce dinamiche spesso ignorate, soprattutto da chi cresce immerso in ambienti virtuali che promettono libertà ma esercitano un controllo silenzioso.
In “Connessioni Pericolose” Barbara Benedettelli indaga sul capitalismo digitale, un saggio che analizza l’impatto di questa realtà sulle nostre vite, a partire da un concetto chiave: l’attenzione. L’autrice si concentra su come le piattaforme online raccolgano e utilizzino i dati personali degli utenti alimentando, attraverso gli algoritmi, la produzione di profitti: «Le piattaforme digitali sono strutture sociali ed economiche dove la merce più preziosa è limitata alla nostra attenzione. Il problema – spiega Benedettelli – sorge quando, dall’intercettare i bisogni degli utenti, dunque la loro attenzione, si passa al creare i bisogni. È qui il fulcro di una economia predatoria che si avvale di nuovi agenti sociali, gli algoritmi».
Generazioni
cresciute nell’algoritmo
«Di qui l’impatto sulle nuove generazioni «nate e cresciute in questo contesto– ci ricorda l’autrice – ma che corrono rischi enormi. Ciò è ancor più vero per la generazione del “lockdown”, privata per un lungo periodo della possibilità di incontri face to face».
L’esperimento sociale
Per l’autrice la pandemia ha permesso di sperimentare su milioni di persone costrette a trascorrere intere giornate online, sia i grandi che i piccoli, e la bolla di realtà costruita sui social media «ha contribuito a creare – avverte Benedettelli – un mondo illusorio che sembra dare risposte e identità invece ha come unico fine indurli a comprare».
L'UNICA DIFESA?
«Solo la conoscenza di questi meccanismi li può salvare dalla strumentalizzazione selvaggia del nuovo capitalismo» spiega. L’uscita del saggio, dunque, arriva in un momento in cui la tecnologia avanza velocemente, mettendo ognuno di noi dinanzi alla necessità di comprendere e affrontare consapevolmente questa evoluzione. È convinzione di Benedettelli che in molti non hanno ancora la capacità di proteggersi da un processo che coinvolge tutti, dunque serve consapevolezza.