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CIAO ENRICA

Scompare a 76 anni una protagonista della televisione italiana: tra ironia, scrittura e conduzione, il suo volto ha segnato un’epoca.

di Giornaliste Italiane

Capelli biondi, lo sguardo vivo, un sorriso ironico che arrivava prima ancora delle parole. In televisione Enrica Bonaccorti appariva così: seduta dietro una scrivania o in piedi sotto le luci dello studio, pronta a lanciare una battuta, a cambiare registro, a portare la conversazione dove meno te l’aspettavi. Era una presenza familiare, una di quelle che negli anni della televisione generalista entravano nelle case degli italiani quasi ogni giorno.

Enrica Bonaccorti è scomparsa oggi all’età di 76 anni. Negli ultimi mesi aveva raccontato con grande sincerità la malattia che stava affrontando, un tumore al pancreas diagnosticato nel 2025.

Nata a Savona il 18 novembre 1949, aveva attraversato lo spettacolo italiano con una carriera difficile da racchiudere in una sola definizione. Attrice, autrice, paroliera, conduttrice televisiva e radiofonica, Bonaccorti era una figura capace di muoversi tra linguaggi diversi mantenendo sempre uno stile personale: brillante, ironico, a volte spiazzante.

Il grande pubblico la ricorda soprattutto negli anni Ottanta, quando la televisione era ancora un grande rito collettivo. In studio l’atmosfera era quella dei programmi di varietà di una volta: luci forti, pubblico vicino, telefonate in diretta, un ritmo veloce fatto di domande, giochi e improvvisazione. In programmi come “Pronto, chi gioca?” e “Italia sera” Bonaccorti conduceva con naturalezza, alternando ironia e ascolto, battute rapide e momenti più confidenziali con gli ospiti.

Era una conduzione che non cercava la distanza, ma il dialogo. Il pubblico in studio partecipava, le telefonate arrivavano da tutta Italia e lei guidava il programma con un tono familiare, quasi domestico, che trasformava lo studio televisivo in una grande conversazione.

Negli anni Novanta fu anche tra i primi volti di “Non è la Rai“, uno dei programmi simbolo della nascente televisione commerciale. In quello studio popolato da decine di giovanissime ragazze, tra musica, colori accesi e ritmi veloci, Bonaccorti rappresentava una presenza diversa: più adulta, ironica, capace di tenere insieme gioco e racconto.

La sua carriera non si era limitata a un solo ruolo: Bonaccorti aveva saputo alternare recitazione, conduzione e scrittura mantenendo una cifra personale riconoscibile. Parallelamente alla conduzione televisiva, non aveva mai abbandonato la scrittura. Era stata autrice di testi, dialoghi e canzoni, dimostrando una versatilità rara nello spettacolo italiano. Tra le sue pagine più note c’è il testo di “La lontananza”, interpretata da Domenico Modugno, una delle canzoni più intense della musica italiana.

Negli ultimi anni era apparsa meno frequentemente in televisione, ma continuava a intervenire nel dibattito pubblico con interviste e riflessioni personali, spesso molto dirette. Il suo modo di raccontarsi, lontano da costruzioni artificiali, aveva contribuito a mantenerla una figura familiare per molte generazioni di spettatori. Con lei scompare una protagonista di una stagione importante della televisione italiana, quella in cui il piccolo schermo era ancora un grande racconto collettivo e i volti entravano ogni giorno nelle case degli italiani.

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