«Basta scandali, la gente ora cerca storie a lieto fine»: Massimo Borgnis svela il nuovo volto di Chi
Barbara Carbone
Dalle nuove firme alla sfida con i social network: il direttore Massimo Borgnis svela la rivoluzione di Chi. Non più solo gossip e paparazzi, ma un sistema multimediale da milioni di visualizzazioni che anticipa il futuro e difende i lettori dalle “illusioni” di Instagram.
Direttore Borgnis, Chi sta cambiando pelle?
«In realtà stiamo prevedendo più che un restyling nel senso tradizionale, cioè un intervento estetico, un’aggiunta di contenuti piuttosto profonda. Ci saranno nove nuove firme e nuove rubriche affidate a persone che appartengono alla vita quotidiana dei nostri lettori, volti famosi che hanno accettato di entrare a far parte della famiglia di Chi».
Si tratta di personaggi legati al mondo dello spettacolo?
«Del mondo dello spettacolo, del giornalismo televisivo. Diciamo persone che hanno un’immagine forte nei confronti del pubblico».
Quando verrà presentato il nuovo Chi ?
«Il primo di ottobre faremo una presentazione ufficiale al Teatro Manzoni, che è un po’ il prosieguo di ciò che abbiamo fatto l’anno scorso per la grande festa dei 30 anni di Chi. Quest’anno guardiamo al futuro e raccontiamo quello che sarà il giornale dei prossimi anni. Non è più soltanto la rivista cartacea ma — ed è importante comunicarlo — un sistema integrato che abbiamo ormai collaudato da qualche anno. Abbiamo una pagina Instagram che conta 900.000 follower e che, nello scorso mese di agosto, ha totalizzato 100,3 milioni di visualizzazioni, un sito attivo da due anni che ha raggiunto oltre 1,3 milioni di visualizzazioni e infine la rivista».
Massimo Borgnis, giornalista italiano , è attualmente direttore responsabile del settimanale Chi, storica testata del gruppo Mondadori. Ha assunto la guida operativa raccogliendo il testimone di Alfonso Signorini e sta guidando la rivista attraverso una fase di profonda trasformazione.
Insomma, un’informazione a 360 gradi?
«Oggi siamo in grado di dare al nostro pubblico un’informazione che tiene conto della velocità: la pagina Instagram per dare la notizia in tempo reale, il sito per un approfondimento più articolato e infine la carta stampata per l’analisi e l’approfondimento vero e proprio. In questi ultimi mesi, se andate a ritroso, alcuni dei nostri scoop li abbiamo anticipati sul sito con qualche immagine come “teaser” per poi raccontarli in modo approfondito sul giornale. Siamo arrivati a un punto in cui disponiamo di un sistema di comunicazione completo. Queste sono le novità principali che Chi porta nel 2026».
Perché lo avete fatto proprio adesso?
«Perché usciamo da un anno complesso per l’editoria e per la testata stessa al quale abbiamo voluto rispondere nello stile di Mondadori. Senza fare polemiche, mettendoci a testa bassa a lavorare e offrendo un prodotto migliore».
Quanto ha pesato il fatto che i personaggi famosi, pubblicando tutto sui loro profili social siano diventati, in un certo senso, i paparazzi di sé stessi?
«Ha pesato moltissimo. Però ora è dinamica cambiata. Un tempo i giornali erano il filtro tra il personaggio e il lettore, permettendo a quest’ultimo di raggiungerlo. Adesso, dopo questa “sbornia” di comunicazione diretta, le testate rappresentano il filtro nel senso opposto. Garantiscono il lettore da un racconto che è unidimensionale. Mi spiego: quando pubblico sul mio Instagram, ti racconto quello che voglio io. I giornali, invece, fanno da filtro al contrario, garantendo che ciò che viene raccontato sia verificato e veritiero».
Quali sono stati gli scoop più importanti degli ultimi mesi?
«Dipende da cosa si intende per scoop. Quello classico del “chi sta con chi” o “chi fa cosa” diventa sempre più raro, proprio per il motivo che ci siamo detti. Quest’anno, tra le anticipazioni più forti, c’è stata quella sulla gravidanza della moglie di Luca Argentero. Poi abbiamo seguito il matrimonio di Ilary Blasi raccogliendo la sua intervista esclusiva, e siamo stati l’unica testata a ottenere un colloquio completo e personale con Leonardo Del Vecchio. Fino ad arrivare a temi ben più seri: in questo numero, dopo le dichiarazioni del CEO di Anthropic sull’intelligenza artificiale, abbiamo pubblicato una lunga intervista con padre Benanti, uno dei massimi esperti mondiali di etica dell’IA».
Qual è, secondo lei, la funzione di Chi in questo momento storico?
«È quella di offrire quel qualcosa in più che non si limiti alla semplice fotografia del bacio o del tradimento. Anche perché il gossip segue le ondate della storia. Quando la situazione sociale ed economica è tranquilla, piacciono le cose più “piccanti”. Nei momenti di maggiore difficoltà, invece, si preferiscono le storie a lieto fine come nascite, nuove famiglie. La gente non ama più il gossip che ti sbatte in faccia lo scandalo ma il racconto di chi inizia un nuovo amore o ricostruisce la propria vita. È una legge sociologica. Dopo trent’anni di lavoro in questo mondo ho capito che funziona così. Dove c’è pace sociale ed economica si cerca la “scappatella” dove invece ci sono problemi si cercano rassicurazioni».

